10 luglio 2008

La terapia con sali di litio (carbolitio)

Indicazioni terapeutiche, posologia e modalità di somministrazione dei sali di litio (carbolitio, carbolithium).

Il litio (Carbolithium) è il farmaco più comunemente usato per il trattamento a breve termine e la profilassi della depressione bipolare (vedi la relativa pagina nel sito) e del disturbo bipolare I.

Il litio può essere molto efficace nell'uso a lungo termine e la sua farmacocinetica prevedibile permette di mantenerne facilmente i livelli sierici in un finestra terapeutica relativamente stretta.


Il meccanismo dell'azione terapeutica del litio è tuttora incerto. Le analogie fra lo ione litio e gli ioni sodio, potassio, calcio e magnesio potrebbero essere correlate ai suoi effetti terapeutici. È probabile che il suo meccanismo d'azione coinvolga molti sistemi neurotrasmettitoriali e strutture di membrana.

Il litio è uno ione monovalente ed in Italia è in commercio solo il carbonato di litio, in compresse da 150 e 300 mg.

Il dosaggio delle concentrazioni sieriche e plasmatiche del litio serve come base per regolarne la posologia. Il pazien­te deve essere in steady state (che di solito viene raggiunto dopo 5 giorni di posologia costante) e il sangue deve essere raccolto 12 ore (±30 minuti) dopo l'assunzione dell'ultima dose in caso di regime con 2-3 somministrazioni giornaliere. Poiché i dati disponibili sono basati su questi standard, si dovrebbe iniziare il trattamento con litio utilizzando almeno due sommini­strazioni giornaliere.

I valori più comunemente consigliati sono pari a 1,0-1,5 mEq/l per il trattamento della mania acuta e a 0,6-1,2 mEq/l per la terapia di mantenimento.

Non è quasi mai necessario superare i 1,5 mEq/l, poiché gli individui con livelli di litio più elevati hanno un rischio nettamente maggiore di intossicazione.

In un recente studio è stato osservato che nei pazienti con concentrazioni di litio comprese fra 0,8 e 1,0 mEq/1 è 2,6 vol­te meno probabile che insorga una recidiva rispetto a quel­li con concentrazioni comprese fra 0,4 e 0,6 mEq/l. Questo studio ha indotto alcuni ricercatori a considerare il valore di 0,8-1,0 mEq/1 come il livello più efficace per le concentra­zioni di litio nella terapia di mantenimento.

Il litio si è dimostrato efficace sia nel trattamento a breve termine sia nella profilassi del disturbo bipolare I nel 70 80% circa dei pazienti. Sia gli episodi maniacali sia quelli depressivi rispondono al trattamento con il solo litio. Inoltre, questo farmaco dovrebbe essere considerato nel trattamento dei soggetti con disturbo ciclotimico grave.

Episodi maniacali. L'80% circa dei pazienti maniacali risponde al trattamento con litio, benché la risposta alla monoterapia con litio si manifesti 1-3 settimane dopo il raggiungimento delle concentrazioni terapeutiche. I fattori predittivi di una scarsa risposta al litio nel trattamento degli episodi maniacali sono gli episodi misti e disforici (che si possono manifestare quasi nel 40% dei casi), la presenza di cicli rapidi e la coesistenza di disturbi da uso di sostanze

Episodi depressivi. Il litio è efficace nel trattamento nella depressione che insorge nel corso del disturbo bipolare I. L'80% circa dei pazienti depressi con disturbo bipolare I risponde al solo trattamento con litio, pertanto eliminando il rischio di un episodio maniacale indotto da antidepressivi.

Mantenimento. Il trattamento di mantenimento con litio riduce nettamente la frequenza, la gravità e la durata degli episodi maniacali e depressivi del disturbo bipolare I. Rispetto al trattamento con placebo, durante il quale l'80% circa dei pazienti con disturbo bipolare I presenta una recidiva, solo il 35% dei soggetti in trattamento con litio ha una ricaduta.

Il mantenimento con litio è quasi sempre indicato dopo il secondo episodio di depressione o mania nell'ambito del disturbo bipolare I.

Tale mantenimento dovrebbe essere seriamente considerato dopo il primo episodio di questo tipo nei pazienti con storia familiare di disturbo bipolare I, in quelli che non dispongono di adeguati supporti, in quelli in cui il primo episodio non aveva chiari fattori precipitanti, in cui il primo episodio è stato grave, che sono a rischio di suicidio.

Disturbo depressivo maggiore. La principale indicazione del litio nel disturbo depressivo maggiore è il trattamento adiuvante nei pazienti che non hanno risposto agli antidepressivi da soli. Molti studi hanno dimostrato che il 50% circa dei soggetti che non rispondono agli antidepressivi risponde quando viene aggiunto litio alla dose usuale di 300 mg tre volte al giorno. In alcuni casi la risposta è straordinariamente rapida e si manifesta nell'arco di pochi giorni; nella maggior parte dei pazienti sono necessarie diverse settimane per valutare l'efficacia del trattamento.

leggi anche i post:
precauzioni ed effetti collaterali del litio
interazioni farmacologiche del litio
terapia dinamica della mania

NOTA: Le note di farmaco-terapia riportate in questo sito sono da considerarsi esemplificative; la prescrizione di un farmaco, l'indicazione della posologia, le modifiche dei dosaggi e la sospensione del farmaco stesso sono compito esclusivo del medico curante. Le notizie riportate in questo sito possono essere utilizzate solo ed esclusivamente se autorizzate dal proprio medico di fiducia.

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