17 luglio 2008

Il cattivo uso e l'abuso di psicofarmaci

Psicofarmaci come antistress: sempre più usati per sopportare le pressioni sul lavoro, i termini dell'abuso e del cattivo uso di ansiolitici ed antidepressivi.


Psicofarmaci usati come antistress per lenire gli effetti dell'insoddisfazione e delle pressioni subite sul lavoro. Un fenomeno in continuo aumento, allarme lanciato a Milano, durante il convegno «Salute sul lavoro».

«Gli esperti stanno registrando un abuso di psicofarmaci correlati allo stress da lavoro». «Sono state condotte diverse indagini e tutte hanno confermato che circa il 50% dei lavoratori italiani è afflitto o affetto da stress da lavoro. L'instabilità emotiva si ripercuote pericolosamente anche nella vita familiare. Molte e diverse categorie di lavoratori spesso vivono un profondo stato di solitudine, aggravato dal mancato riconoscimento del loro ruolo. Una fonte enorme di stress».

Tra le iniziative «un libro bianco. Contro le morti bianche, ma non solo: contro gli infortuni in genere, lo stress e l'abuso di psicofarmaci, il mobbing, i casi estremi di stalking che talvolta si verificano. Contro tutte le minacce alla salute del lavoratore».

Lo stress da lavoro è sempre più diffuso: si va da una fase moderata che permette il recupero totale, a una più intensa con conseguente accumulo dello stress, fino ai casi più gravi in cui l'affaticamento emotivo è permanente e dannoso.

La chiave per comprendere il fenomeno è in una definizione: Sindrome generale di adattamento. La prima tappa è quella dell'allarme. Tutto comincia con un aumento dell'adrenalina e dei corticoidi circolanti, e con uno stato di tensione emotiva. Poi si passa ai tentativi di resistenza, cioè allo sforzo di adattamento biologico e comportamentale agli stimoli esterni. Se l'operazione fallisce, scatta l'esaurimento.

«I sintomi dello stress da lavoro sono molto comuni: alterazione del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa. Ma anche problemi all'apparato digerente, iperidrosi, formicolii. Sul fronte psichico i campanelli d'allarme sono ansia e aggressivitá, perdita di autostima fino alla depressione».

Un caso tipico di stress da lavoro è quello del 'burnout', aggiunge inifine Pietro Penati, coordinatore del servizio di sorveglianza sanitaria per la tutela della salute dei lavoratori della Regione Lombardia, «che porta gradualmente il lavoratore dall'entusiasmo idealistico all'apatia. Ultimo stadio: la morte professionale».

da: corriere salute

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