1 luglio 2008

Identificazione e proiezione

La dizione 'identificazione proiettiva' riconduce ad un concetto elaborato da M. Klein e riferibile ad un meccanismo “ primitivo “ dell'io che fa parte di quei mezzi psicotici attraverso i quali l'Io del paziente lotta contro la sua conflittualità interiore; per combattere l'angoscia si utilizzano metodi di espulsione.

Nella visione kleiniana è come se cercassimo di eliminare le nostre parti cattive ma, nel contempo, ci fosse una sorta di consapevolezza inconscia che fa intuire che tali parti cattive dell'altro, in realtà, sono nostre.

L’identificazione proiettiva è anche costituita dalla tendenza profonda a indurre nell’altro atteggiamenti o reazioni dovute alle proiezioni delle parti scisse del Sé, prevalentemente
negative e aggressive, e poi a controllare l’altro che si suppone funzioni sotto il dominio di queste proiezioni.



2 luglio 2003, Strasburgo (Ansa)

Berlusconi al tedesco Schulz: «Kapò»
Il leader italiano ha risposto così alle critiche del deputato tedesco dell'SPD su conflitto di interessi e giustizia.
«Siete turisti della democrazia». «Lei può fare la parte del kapò in un film sui nazisti». L'attacco sferrato da Berlusconi contro i deputati che in mattinata hanno criticato il conflitto di interessi in Italia e gli attacchi ai magistrati ha suscitato non solo le reazioni dell'«eurosinistra» ma anche di alcuni leader della maggioranza di governo italiana presenti a Strasburgo, come Fini e Follini.
«Consiglio a molti dei miei critici qui in quest' Aula - ha detto Berlusconi - di venire in Italia e di guardare la televisione per capire come ci sia pluralismo», definendo alcuni parlamentari della sinistra «turisti della democrazia».

Berlusconi ha anche detto che se dovesse scegliere tra un invito a cena di Prodi e uno di Fassino preferirebbe digiunare. E ha accusato Prodi di avere «attacchi di panico» per non avere ancora accettato di avere un confronto televisivo diretto con lui. Immediata la replica dell'ufficio stampa del Professore: «Visto il campo che è stato scelto, preferiamo dare una valutazione di carattere clinico consigliando la consultazione dei dizionari di psicoanalisi alla voce "identificazione proiettiva" ...».

da: www.corriere.it

Tutta questa querelle sui “brogli” che Berlusconi ha messo in piedi a tre giorni dal voto, è un’ulteriore raffigurazione plastica e vivente di un meccanismo psicopatologico (non solo e non sempre patologico, ma nel caso di Berlusconi sicuramente lo è), da molto tempo conosciuto e studiato dagli psicoanalisti di tutto il mondo. Esso consiste nello staccare da sé parti, emozioni, affetti, che non si desidera vedere e vivere in se stessi, e attribuirli ad un altro da sé trattato come contenitore o nei casi peggiori come gabinetto in cui buttare tali elementi propri, espulsi e indesiderati. In questo senso Berlusconi è lui stesso il vero ‘broglio’.

psicheetechne.splinder.com

Roma, 09-04-2008

"I pubblici ministeri dovrebbero essere sottoposti periodicamente ad esami che ne attestino la sanità mentale". L'idea non è nuova: era già stata scritta nero su bianco nella riforma dell'ordinamento giudiziario targata Cdl. ... l'attacco più duro arriva dal leader dell'Idv Antonio Di Pietro: "Robe da pazzi! Solo un matto - sottolinea scandendo le parole - può fare affermazioni di questo genere. Non so perché si deve limitare questo esame sulla salute mentale solo ai pubblici ministeri e non si fa anche al presidente del Consiglio o ai giornalisti...".

da: americaoggi.info

1 luglio 2008

Silvio Berlusconi dopo aver approvato in Consiglio dei ministri una legge che lo mette al riparo per la durata della legislatura da ogni processo e aver avviato un disegno di legge che congela centomila processi per un anno per evitare la conclusione del processo Mills a suo carico: "È certo però che profonderemo ogni sforzo perché l'interesse di pochi non prevalga su quello di quasi tutti, continuando nella direzione che era indicata nei nostri programmi e si incarna nella nostra azione."

dal blog di beppe grillo

"Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello. Il lupo era più a monte, mentre l'agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: "Perché osi intorbidarmi l'acqua?"
L'agnello tremando rispose: "Come posso fare questo se l'acqua scorre da te a me?"
"E' vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole".
"Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato".
"Allora" riprese il lupo "fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie". Quindi saltò addosso all'agnello e se lo mangiò."

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