21 giugno 2008

Uso degli psicofarmaci durante infanzia e adolescenza

Brevi cenni a proposito di un problema quanto mai complesso, quello inerente la prescrizione di psicofarmaci antidepressivi nei bambini, durante i periodi di infanzia ed adolescenza.


L'EMEA è l'Agenzia Europea dei Medicinali, un organo decentrato dell’Unione Europea con sede a Londra. Il suo compito principale è di tutelare e promuovere la sanità pubblica mediante la valutazione ed il controllo dei medicinali per uso umano. La sicurezza dei medicinali viene controllata costantemente dall’Agenzia tramite una rete di farmacovigilanza. Nel caso in cui vengano riferite reazioni negative che modifichino il rapporto rischi/benefici di un medicinale, l’EMEA prende i dovuti provvedimenti. L'aumento delle segnalazioni di suicidio ed aumento dell'agressività in bambini e adolescenti in trattamento con antidepressivi appartenenti, in particolare, alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI; es. venlafaxina - Efexor, Faxine), ha indotto l'EMEA a rivalutare i dati relativi all'impiego di questi farmaci in età pediatrica ed adolescenziale con l'obiettivo di chiarire il loro profilo di sicurezza in queste fasce d'età.

Il Comitato scientifico dell'EMEA si è pronunciato concludendo che, in base ai dati disponibili, nei bambini ed negli adolescenti trattati con antidepressivi il rischio di comportamento suicidario (tentativi ed ideazioni di suicidio) e di ostilità (comportamento aggressivo, oppositivo e rabbia) risulta significativamente aumentato. Va evidenziato che i dati che la Commissione ha valutato provenivano da studi registrativi, studi pubblicati in letteratura e studi osservazionali che hanno riguardato soprattutto l'impiego di questi farmaci nel disturbo depressivo maggiore e nel disturbo d'ansia, indicazioni non autorizzate nei bambini.

Nel bambino e nell'adolescente, è, invece, previsto il trattamento dei disturbi ossessivo-compulsivi ma solo per alcuni principi attivi (in Italia sertralina - es. Zoloft e fluvoxamina - es. Maveral).

La raccomandazione principale dell'EMEA è quella di non prescrivere a bambini ed adolescenti farmaci antidepressivi se non per le indicazioni registrate.

Nei casi in cui i medici dovessero decidere, in base alla necessità clinica di un singolo bambino o adolescente, di utilizzare questi farmaci, l'EMEA raccomanda di monitorare strettamente il paziente, soprattutto all'inizio del trattamento, informando i genitori affinchè venga rilevata tempestivamente la comparsa di comportamenti autolesivi o di aggressività.

Dopo il comunicato ufficiale dell'Agenzia Sanitaria britannica, anche l'Agenzia statunitense (FDA) ha espresso preoccupazione per l'aumento dei casi di suicidio o rischio di atti di violenza nei bambini e adolescenti in trattamento con antidepressivi.

I farmaci imputati appartengono alla classe terapeutica degli SSRI (gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina, un neurotrasmettitore cerebrale) e in particolare sono la paroxetina, la sertralina, la venlafaxina e il citalopram.

Tutti questi farmaci sono comunemente utilizzati per il trattamento dei disturbi depressivi maggiori dell'adulto, ma la cui efficacia e sicurezza nei bambini e negli adolescenti sono ancora da documentare in modo adeguato. In tale contesto, dove i rischi (gravi) superano i dimostrati benefici, l'Agenzia inglese ha vietato l'uso di questi farmaci, con la sola eccezione della fluoxetina, nei pazienti minori di 18 anni.

Dal canto suo la FDA americana, oltre a segnalare agli operatori sanitari i potenziali rischi, ha incaricato una commissione tecnica di esperti di valutare tutti i dati disponibili ed esprimere un giudizio entro i prossimi sei mesi.

I recenti provvedimenti sono conseguenti sia alla denuncia/testimonianza di alcuni genitori sia alla presentazione dei risultati di due studi clinici condotti con bambini e adolescenti con depressione maggiore.

In Italia, stime accurate circa l'entità della patologia nella popolazione pediatrica e la terapia farmacologica utilizzata non sono disponibili.

In considerazione, del numero di pazienti pediatrici in terapia con SSRI, della discutibile efficacia terapeutica di questi farmaci in questa popolazione e della gravità dei potenziali rischi è auspicabile che anche in Italia si proceda tempestivamente a definire in modo appropriato la dimensione del problema; valutare i benefici e i rischi dei trattamenti; stilare indicazioni per gli operatori sanitari e informazioni per i pazienti e le loro famiglie; monitorare in modo sistematico e duraturo la qualità delle cure che i bambini e gli adolescenti con disturbi psichici ricevono.

Per tutti coloro che volessero documentarsi a proposito di questo tema, fornisco il seguente link (anche mia fonte per questo post):

http://www.informazionisuifarmaci.it/

E' possibile anche leggere, in tema di psicofarmacologia, i seguenti post:
efetti collaterali degli antidepressivi triciclici
effetti collaterali degli antidepressivi SSRI
interazioni dei farmaci antidepressivi SSRI
interazioni farmacologiche triciclici

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