16 giugno 2008

Considerazioni sul termine 'paranoia'

La c.d. paranoia è una psicosi cronica caratterizzata da un delirio più o meno siste­matizzato, dal predominio dell'interpretazione, dalla assenza di deterioramento cognitivo e che, in generale, non evolve verso la demenza. Il termine rimanda a parola greca che significa follia, scon­volgimento della mente, ed è usato da lungo tempo in psichiatria. Tale termine oggi non è più incluso nella terminologia internazionale ufficiale relativa alle patologie mentali, essendo stato sostituito dal concetto più generale, ma più chiaramente definibile, di Disturbo Delirante.


Il disturbo delirante è definito come una malattia psichiatri­ca in cui i sintomi predominanti sono rappresentati da deli­ri. Il disturbo delirante veniva quindi in precedenza definito "paranoia" o "disturbo paranoide". Questi termini, tuttavia, implicano in modo non corretto che i deliri hanno sempre un contenuto persecutorio e ciò non è sempre vero. I deliri nel disturbo delirante possono anche essere di grandezza, erotici, di ge­losia, somatici e misti nel loro contenuto principale.

Il disturbo delirante va distinto dai disturbi dell'umore; anche se i pazienti con disturbo deli­rante possono avere un tono dell'umore congruo con il con­tenuto dei deliri, non mostrano tendenza alla generalizza­zione dei sintomi affettivi che è invece propria dei disturbi dell'umore.

Analogamente, i pazienti con disturbo delirante si diffe­renziano da quelli schizofrenici per la natura non bizzarra del contenuto dei loro deliri. I soggetti con disturbo delirante inoltre mancano di altri sintomi pro­pri della schizofrenia, come importanti allucinazioni, ap­piattimento affettivo e sintomi addizionali relativi a un di­sturbo del pensiero.

Nel 1863 Karl Ludwig Kahlbaum usò il termine paranoia e caratterizzò il disturbo come non comune, ma ben definito; Kahlbaum definiva la condizione come un'affezione par­ziale che colpiva l'intelletto, ma non altre aree di funziona­mento mentale. I pazienti con paranoia, secondo Kahl­baum, sono caratterizzati da un persistente sistema deli­rante che resta relativamente stabile per tutta la durata del­la malattia.

È noto che la paranoia, che nella psichiatria tedesca del XIX secolo tendeva a comprendere tutto l'insieme dei deliri, ha acquistato un senso ancor più preciso ed una estensione più limitata nel XX secolo, soprattutto sotto l'influen­za di Kraepelin. Kraepelin indicava infatti come 'paranoia' una condizione patologica caratterizzata dall'adesione a un sistema di credenze illusorio, senza alcun apparente deterioramento delle altre facoltà intellettuali, a prescindere dal fatto che tali credenze avessero o meno a che vedere con un complesso di persecuzione. Anche se la definizione di Kraepelin non è più usata, l'uso del termine "paranoico" in senso ampio sopravvive nella terminologia psichiatrica.

Eugen Bleuler, che coniò il termine schizofrenia, è respon­sabile dell'ampliamento del gruppo di persone che possono rientrare nella diagnosi di schizofrenia. Bleuler pensava tuttavia che la paranoia, se considerata forma distinta dalla schizofrenia, fosse una condizione così rara da non meritare una categoria diagno­stica separata.

Continuano a sussistere tuttavia, tra le diverse scuole, delle divergenze in merito all'estensione di questo quadro nosografico.

leggi anche:
delirio e deliroide
la follia a due

Nessun commento: