8 maggio 2008

Depressione e sensi di colpa

Il senso di colpa è uno stato affettivo conseguente a un atto che viene considerato reprensibile, per ragioni che possono essere più o meno adeguate, oppure un senso diffuso di indegnità personale senza riferimento a un atto preciso di cui la persona si accusi.
E' da sottolineare il fatto che la parola 'senso' va usata con riserva poiché il soggetto può non sentirsi colpevole a livello di esperienza cosciente.



In psichiatria il senso di colpa è spesso il tratto costitutivo dell'esperienza depressiva; in particolare , la prospettiva fenomenologica della psichiatria ha colto nell'esperienza della colpa uno dei motivi della depressione maggiore (depressione grave).

Bor­gna: "Le espressioni di colpa depressive si possono distinguere in colpa morale (quando ci sia la co­scienza di avere violato norme fondamentali su istanze comuni al contesto sociale e culturale in cui si vive), in colpa religiosa (quando si abbia la co­scienza di non avere rispettato norme legate ai con­testi di fede in cui si crede) e in colpa esistenziale (quando il vivere stesso è sentito come fonte di colpa inso­stenibile)".

La fenomenologia della colpa, che è al centro della condizione di depressione, si spiega in base alla sen­sazione di chiusura al futuro che fa del passato, in cui la colpa è stata commessa, un tempo inoltrepassabile ed ineludibile:

"La colpa - scrive ancora Borgna - non si cancella dunque dalla coscienza malinconica: si fa avvenimento che si inserisce, una volta per tutte, nella storicità del paziente; nella misura in cui si dissolve ogni speranza del riscatto della colpa e scompare dall'orizzonte temporale la dimensione del futuro che, sola, consente di oltrepassare gli eventi del passato. "

rif.: E. Borgna, I conflitti del conoscere, Feltrinelli, Milano, 1988

ultima modifica 11 agosto 2008

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