6 maggio 2008

Depressione psicogena (depressione reattiva)

Breuler:"... attenuatasi la dolorosa disperazione sulla propria disgrazia, riasciugate le lacrime, quando il peggio sembra superato, lo sventurato si ritrova come impietrito, non ha più gli interessi di prima, niente più lo può rallegrare e avvincere, i familiari gli sono indifferenti, la vita ha perduto ogni attrazione, le percezioni hanno perso rilievo e plasticità."


La depressione reattiva è uno stato depressivo strettamente legato ad un avvenimento doloroso ma con un'intensità e durata sproporzionate rispetto alla "normale" reazione di fronte a simili eventi. Elemento principale che caratterizza questo disturbo è un sentimento di tristezza vissuto a livello cosciente e con estrema partecipazione. Generalmente non si presentano invece perdita di autostima, sensi di colpa o di inadeguatezza (se non realistici).

Non è sempre facile distinguere questo tipo di depressione dalla 'depressione nevrotica', poiché chi soffre di quest'ultima forma tende a reagire in senso depressivo di fronte a situazioni ed eventi stressanti. La differenziazione si basa principalmente sulla diretta ed inequivocabile connessione tra l'inizio della sintomatologia e l'evento scatenante.

Tanto la sintomatologia quanto il decorso e la prognosi hanno caratteristiche variabili, da quadri clinici di lieve entità e breve durata, a forme la cui gravità e profondità raggiungono i limiti di un episodio di depressione endogena, e sino a forme che tendono a cronicizzarsi.

L'andamento della patologia sembra dipendere più dalla struttura di base della personalità e dal significato emotivo soggettivo del trauma, che dalla sua oggettiva entità e durata.

In questo tipo di disturbo il trattamento è prevalentemente, se non esclusivamente, psicoterapeutico e lo scopo principale è quello di favorire una normale reazione all'evento doloroso scatenante.

Per questo tipo di disturbo, la maggior parte degli autori ritiene superfluo l'uso di farmaci antidepressivi, a meno che il quadro clinico non assuma le caratteristiche di un grave disturbo depressivo.


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Altri approfondimenti

La depressione reattiva, o psicogena, trova dunque la sua spie­gazione in motivi psicologici riconoscibili.

Il caso tipico è quello della depressione reattiva ad un'esperienza vissuta come perdita. Tale è, ad esempio, il lutto, la delusione, l'insuccesso, la frustrazione. In questi casi il criterio di diagnosi è basato su un concetto di normalità statistica relativo all'esistenza di un rap­porto tra causa ed effetto che è ritenuto eccessivo, oppure inadeguato.

Sulla base di fattori di personalità e di mecca­nismi psicodinamici si ritiene di poter distinguere tra la suddetta reazione depressiva (o depressione reattiva) e la depressione ne­vrotica (distimia), dove la motivazione non è chiaramente individuabile e si confonde con la biografia del paziente ed il suo assetto di personalità.

Tali distinzioni non sono condivise da tutti gli orientamenti psichiatrici, ma sono tuttavia mantenute e continueranno ad esserlo finché non si perverrà ad una definizione più soddi­sfacente del concetto di endogeno, alla base della depressione grave (o endogena).



vedi anche:
depressione atipica
classificazione dei disturbi dell'umore

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1 commento:

Scrondo Fiorito ha detto...

Semplice,completo.