3 maggio 2008

Il fenomeno del déjà vu

Tra quelle che si definiscono paramnesie l'esperienza del déjà vu è una situazione nuova che viene però percepita come «già vista». Tale espe­rienza, detta anche falso riconoscimento, è spesso vissuta con la sensazione di sapere cosa accadrà dopo. Il déjà vu è dunque la sensazione di aver vissuto precedentemente un avvenimento oppure una situazione che si sta verificando.


Il termine fu creato dallo psicologo francese, Emile Boirac nel libro L'Avenir des sciences psychiques ("Il futuro delle scienze psichiche").

L'esperienza del déjà vu è accompagnata da un forte senso di familiarità, ma di solito anche dalla consapevolezza che non corrisponde realmente ad una esperienza vissuta (e quindi si vive un senso di "stranezza): l'esperienza "precedente" è perlopiù attribuita razionalmente ad un sogno, mentre in altri casi c'è la ferma sensazione che l'esperienza sia davvero accaduta nel passato.

Fenomeni di déjà vu sono frequentemente de­scritti nel disturbo di conversione nel quale l'e­sperienza può durare ore o giorni, mentre negli in­dividui normali permane al massimo qualche se­condo.

La sensazione di familiarità del déjà vu può essere spiegata: come un'errata generalizzazione di esperienze passate applicata a una situazione che ri­sulta parzialmente somigliante; come la persevera­zione di uno stato emotivo precedentemente causato da una difficoltà di adattamento al contesto pre­sente; come il ricordo di fantasie inconsce riattivato dalla situazione attuale.

Simili al déjà vu sono il déjà entendu (la sensazione di aver già sentito qualcosa), il déjà fait (quello che sta succedendo è già accaduto in precedenza) il déjà pensé come sensazione di aver già formulato in passato il medesimo pensiero.

Per tentare di spiegare scientificamente il fenomeno, una possibile ipotesi generale sembra essere quella di una sensazione di familiarità (e quindi: "già visto") falsa, e cioè dovuta ad una alterazione (patologica o momentanea; selettiva o pervasiva) delle funzioni cognitive di attenzione e memoria. Questo senso di familiarità, ad alto valore emotivo, si può talora estendere a tutti gli elementi presenti in quel momento nell'ambiente percepibile, anche se nuovi.

Il déjà vu è un fenomeno molto comune. In una ricerca del 2003 Alan Brown, psicologo alla Southern Methodist University, ha stimato che il 60% della popolazione abbia avuto almeno una volta nella vita un'esperienza di tal genere.

È stata trovata una correlazione clinica tra déjà vu e disturbi mentali come ad esempio i disturbi d'ansia, in particolare inelle situazioni di attacchi di panico. Tuttavia, la più forte associazione patologica del déjà vu è con l'epilessia del lobo temporale, ovvero con una affezione di tipo strettamente neurologico.

L'esperienza invece di jamais vu, detta anche misco­noscimento, è un'esperienza in cui il soggetto percepisce situazioni a lui ben note come estranee. Può verificarsi nella schizofrenia, in alcune crisi epilettiche, in stati di tossicità oppure di affaticamento. Rientrano in questo campo il convincimento che individui o cose abbiano subito improvvisi cambiamenti o vere e proprie trasformazioni, o abbiano cambiato totalmente fisionomia (vedi, a tale proposito, il post sulla sindrome di Capgras, o Illusione del Sosia).

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