11 maggio 2008

Da Apuleio a Canova, Amore e psiche

"... Vi erano in una città un re e una regina. Questi avevano tre bellissime figliole. Ma le due più grandi, quantunque di aspetto leggiadrissimo, pure era possibile celebrarle degnamente con parole umane; mentre la splendida bellezza della minore non si poteva descrivere, e non esistevano parole per lodarla adeguatamente."

(Apuleio)



Amore e Psiche è un gruppo scultoreo realizzato da Antonio Canova nel 1788, esposto al Museo del Louvre a Parigi. Ne esiste una seconda versione (1800-1803) conservata all'Ermitage di San Pietroburgo in cui i due personaggi sono raffigurati in piedi ed anche una terza (1796-1800), sempre esposta al Louvre. Delle tre versione, la prima è la più famosa.


Antonio Canova

Le figure sono rappresentate nell'atto subito precedente al bacio, un momento carico di tensione, ma privo dello sconvolgimento emotivo che l'atto stesso del baciarsi provocherebbe.

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L'amore è la forma più alta in cui si esprime il 'ci' dell''esser­ci', ossia la sua originaria apertura: "...l'esser se ­stesso dell'amore non è un "io", ma un "noi".

Lo spa­zio dell'amore è abolizione di tutti i luoghi, così come il tempo si raccoglie nell'istante eterno che oltrepassa le scansioni temporali del presente, futuro e passato.

Persino il linguaggio subisce una trasformazione perché "... la dualità dell'amore non ha bisogno di alcun rischiaramento, perché, in sé e per sé, è già essa stessa luce. Essa non ha bisogno di alcuna dimostrazione, né può in alcun modo essere dimostrata. Essa è "esserci (Dasein)" interamente svelato e non ha bisogno di essere rivestito, come appunto fa il linguaggio".

"... L'immotivazione dell'amore, che alla ragione appare come irragionevolezza, è pro­prio il suo fondo, la sua "ragione" e la sua giustifi­cazione". (Binswanger, 1942)


Psiche è parola greca, ed etimologicamente significa 'soffio'; è il soffio che anima e vivifica il corpo.

I latini tradussero il termine con 'anima' mantenendo il dualismo platonico di anima e corpo laddove vige la distinzione tra mentale e fisico.

Con la nascita della psicologia scientifica nel secolo XIX il termine 'anima' fu abbandonato, perché gravido di implicanze filosofiche e morali, per adottare il termine 'psiche', più neutro e più tec­nico.

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