12 aprile 2008

La follia del dubbio (Folie du doute)

Il 'dubbio' è quella condizione di incertezza che rende momentanea­mente impossibile qualsiasi presa di posizione sul piano della conoscenza o dell'azione. In psichiatria la scuola francese aveva introdotto l'espressione follia del dubbio (o Folie du doute), oggi rubricata tra i disturbi a sfondo ossessivo-compulsivo, caratterizzata dalla presenza di dubbi persistenti e ripetitivi che alimentano l'esigenza di continue verifiche e controlli pur nella assoluta consapevo­lezza dello loro inutilità.


In seguito furono coniate altre definizioni per identificare il disturbo, come: "folie lucide" (Trelat); "pseudo-monomanie" (Delasiauve); "délire émotif" (Morel); "vertige mental" (Lasegue); "impulsions intellectuelles" (Ball); "obsessions" (Luys, Falret); "peurs morbides" (Béard); "idee fisse" (Buccola); "idea incoercibile" (Tamburini); "diatesi d'incoercibilità" (Tanzi); "imperatives ideas" (Hake-Tuke); "psychasthénie" (Janet).

Attualmente i termini usualmente utilizzati sono quelli di ossessione e compulsione, che hanno la loro derivazione etimologica dai sostantivi latini obsessio-onis e compulsio-onis, a loro volta derivanti dai verbi obsido-ere e compulso-are i quali definiscono rispettivamente l'assediare, l'occupare, il bloccare il primo, e lo spingere e la spinta a compiere un'azione il secondo, connotando gli aspetti essenziali e caratteristici del disturbo ossessivo compulsivo, e del disturbo di personalità ossessivo-compulsiva così come vengono classificati dalla psicopatologia odierna.

La prima descrizione viene attribuita ad Esquirol, che nel 1838 definì il disturbo come una forma di monomania, un delirio parziale nel quale un'attività involontaria, irresistibile e istintiva spingeva il paziente a compiere azioni che la coscienza respingeva ma che la volontà non riusciva a sopprimere. La monomania era, per Esquirol, "...essenzialmente la malattia della sensibilità; essa poggia interamente sui nostri affetti, il suo studio è inseparabile dalla conoscenza delle passioni; è nel cuore degli uomini ch'essa ha il suo luogo, è là che bisogna frugare per afferrarne tutte le sfumature..."

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