23 aprile 2008

Psynome

" Arriva sul mercato Psynome, la prima analisi per individuare la predisposizione genetica alle malattie mentali
Potrebbe rivoluzionare la psichiatria. O rivelarsi del tutto inutile, se non addirittura dannoso. In ogni caso, negli Usa, il primo test per individuare la predisposizione genetica alle malattie mentali è già sul mercato. Nonostante le polemiche.

Si chiama Psynome, costa 750 dollari e si ordina su Internet. Il kit per raccogliere il campione di saliva su cui verrà eseguita l'analisi arriva direttamente a casa. Ne basta una goccia per svelare se nel Dna siano presenti le varianti genetiche connesse al rischio di sviluppare il disturbo bipolare, una patologia che altera pericolosamente i meccanismi dell'umore e colpisce in media l'1 per cento della popolazione adulta.

John Kelsoe, psichiatra genetista all'Università della California e padre di Psynome, sostiene che il test aiuterà pazienti e medici, riducendo drasticamente i tempi per la diagnosi della malattia, che oggi richiede in media sette anni. Analizzando il Dna di centinaia di famiglie, Kelsoe ha riscontrato che quando due particolari varianti del gene Gkr3 sono presenti nel patrimonio genetico, il rischio di sviluppare la patologia potrebbe raddoppiare.

Il condizionale, però, è d'obbligo. Perché, come ha dichiarato alla rivista 'Science' il genetista statunitense Francis Collins, capo del Progetto Genoma Umano, non è dimostrato quali siano i geni realmente coinvolti nel disturbo bipolare, che è considerato una malattia complessa, dove i fattori ambientali incidono quanto quelli genetici.

Anche gli scienziati britannici disapprovano la mossa commerciale di Kelsoe, che comunque prevede di vendere 30 mila gene test in cinque anni. "I geni individuati da Kelsoe potrebbero giocare un ruolo nel disturbo bipolare, ma la loro presenza nel Dna non significa che si svilupperà la malattia", commenta David Collier, psichiatra genetista all'Istituto di Psichiatria di Londra. "Al momento i test genetici applicati alla psichiatria, pur essendo interessanti per la ricerca di base, possono solo generare paure inutili nelle persone. Specie se venduti direttamente su Internet. Perché se i professionisti non sanno come interpretarne i risultati, figuriamoci i singoli pazienti".

(FONTE: L'Espresso del 11 aprile 2008)

vedi anche: la cura del disturbo bipolare

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