15 aprile 2008

Il delirio di negazione

Il delirio di negazione (o nichilistico) è basato sulla convinzione della non-esistenza di sé, o di una parte di sé, di una parte del proprio corpo oppure di tutto il mondo circostante. Si tratta il più delle volte, anche nse non sempre, di una forma di depressione delirante animata da idee di colpa inespiabile, di rovina irreparabile, di nega­zione corporea e simili.


In questo ambito rientra la cosiddetta sindrome di Cotard in cui il pa­ziente è convinto di dover vivere eternamente per poter espiare le sue colpe, oppure di di­sporre di una colpa così grande da dover ingombrare l'universo, o infine di essere privato di qualche suo organo o dell'intero suo corpo.

La sindrome di Cotard è un raro disturbo (circa 100 casi segnalati in letteratura) per cui il paziente è convinto di essere morto. Tale condizione fu così chiamata dal nome dello psichiatra francese Jules Cotard che ne descrisse la sintomatologia alla fine dell’ottocento, definendola appunto delirio di negazione e che si accompagnava a sentimenti di colpevolezza, negazione di parti del corpo ed anche, paradossalmente, ad intenzioni e ideazioni suicidarie.

L’eponimo sindrome di Cotard è stato introdotto da Seglas molti anni dopo la descrizione fatta da J. Cotard di casi di “melanconia ansiosa grave” . La sindrome oggi non è più considerata indissolubilmente legata alla depressione. Numerose osservazioni hanno descritto casi clinici con sintomatologia incompleta, nonché comparsa in differenti forme nosologiche; è inoltre una condizione osservata anche nei pazienti con schizofrenia e disturbo bipolare grave, ed anche come conseguenza di danno cerebrale.

I temi più costanti sono le affermazioni ipocondriache di non funzionamento d’organo, la negazione totale e assoluta riguardante parti del corpo o la persona in toto (“Non esisto”).

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