19 aprile 2008

Affettività

L'affettività è l'ambito che definisce i sentimenti e le emozioni proprie dell'uomo nell'ambito della sue relazioni. Le più antiche considerazioni in merito risalgono a Platone, per il quale l'affettività è perturbatrice della quiete del­l'anima.


In psichiatria Bleuler parla di 'blocco affettivo' a proposito dell'incapacità di esprimere af­fetti per la contemporanea comparsa di due senti­menti contraddittori e come risultato di quella che definisce 'ambivalenza affet­tiva'.

In psicodinamica l'affettività è ridefinita a par­tire dalla dimensione inconscia che ne sposta radical­mente la forma di indagine. In questo ambito, inol­tre, al termine generico di affettività si preferisce quello specifico di 'affetto' adottato dai maggiori indirizzi di psicologia del profondo.

Il percorso di strutturazione degli affetti va dalla nascita sino alla maturità.
Un corretto e completo sviluppo dell'affettività e l'elaborazione di eventuali traumi o carenze affettive è fondamentale per la maturazione dell'individuo, in particolare in relazione allo sviluppo dell'autostima e dell'identità.

L'affettività può essere definita come:

appropriata, quando il tono emozionale è in armonia con l'idea, il pen­siero o le parole che l'accompagnano; an­che descritta come affettività ampia o comple­ta, in cui l'intero insieme delle emozioni è espresso in modo appropriato

inappropriata: disarmonia tra il tono emozionale e l'idea, il pensiero o le parole che l'accompagnano

coartata: disturbo dell'affettività che si manifesta con una grave riduzione dell'inten­sità del tono dei sentimenti esternati

ristretta o limitata: riduzione dell'in­tensità del tono dei sentimenti, meno grave ri­spetto all'affettività coartata, ma chiaramente ridotta

appiattimento dell'affettività: assenza, o quasi, di qualsiasi segno di espressione affettiva; voce monotona, faccia immobile

labilità affettiva: rapidi e improvvisi cambia­menti del tono affettivo emozionale, non corre­lati a stimoli esterni.

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