3 febbraio 2008

Principi di psicoterapia dell'ansia

Mentre alcuni clinici potrebbero discutere il fatto che un agente ansiolitico potrebbe eliminare rapidamente ed economicamente la sintomatologia di taluni pazienti affetti da disturbi d'ansia, l'intento dello psichiatra orientato in senso psicodinamico è quello di raggiungere un obiettivo che sia qualcosa di più di un semplice sollievo sintomatologico. Come osservano Batber e Luborsky (1991), una diagnosi specifica di disturbo d'ansia richiede interventi terapeutici diversi in circostanze diverse n pazienti diversi. La psicoterapia psicodinamica può rappresentare il trattamento di scelta per il paziente che ha un'inclinazione psicologica, è motivato a comprendere la matrice da cui derivano i sintomi ed è disposto ad investire tempo, denaro e impegno in un processo terapeutico.

I farmaci possono a volte essere un fondamentale coadiuvante a breve termine degli interventi psicoterapeuti, tuttavia, non devono essere presentati ai pazienti come un trattamento risolutivo. I pazienti hanno bisogno di imparare a tollerare l'ansia come un segnale significativo nel corso della psicoterapia. Quelli che hanno una forza dell'Io sufficientemente buona arrivano a considerare l'ansia come una finestra aperta sull'inconscio.

La terapia dell'ansia deve iniziare con una valutazione psicodinamica meditata e approfondita, nella quale l'ansia viene considerata una "punta dell'iceberg" che può avere molteplici cause. Il clinico deve diagnosticare la natura della paura del paziente. Deve essere inoltre valutato il ruolo dell'ansia nell'organizzazione della personalità. Quale capacità ha l'Io di tollerare l'ansia e di affrontare l'esplorazione delle sue origini? Vi sono particolari costellazioni di relazioni oggettuali interne che sembrano evocare ansia? L'ansia è collegata a preoccupazioni riguardanti la dissoluzione del Sé? La prescrizione dell'appropriato intervento psicodinamico dipende in parte dalla situazione clinica e dagli interessi del paziente. Alcuni pazienti possono rispondere prontamente a brevi commenti educativi e chiarificatori, e quindi non hanno bisogno di un ulteriore trattamento. Altri che hanno sintomi altamente focali e un io notevolmente forte possono presentare una riduzione dell' ansia in seguito a una terapia dinamica breve. I pazienti nevrotici con meno disturbi focali e un interesse maggiore e più profondo per un radicale cambiamento della personalità possono aver bisogno di una psicoterapia dinamica a ungo termine. Infine, anche i pazienti con una grave patologia del carattere che soffrono d'ansia avranno bisogno di una psicoterapia espressivo-supportiva a lungo termine prima di poter avere un sollievo sintomatico. Quando si intraprende una terapia psicodinamica con pazienti affetti da disturbo d'ansia generalizzata (GAD), è necessario che il terapeuta si dimostri tollerante nei confronti del paziente che focalizza la sua attenzione su sintomi somatici e altre preoccupazioni che appaiono piuttosto superficiali. Un'ipotesi di lavoro a proposito di tale funzione difensiva è che il fatto di rivolgere l'attenzione su queste preoccupazioni distrae il paziente da problemi più profondi e disturbanti. Questo caratteristico pattern difensivo di evitamento può essere legato a un attaccamento conflittuale insicuro nell'infanzia, così come a traumi precoci (Crits-Christoph, 1995). Dopo avere ascoltato con empatia le preoccupazioni presentate dal paziente, il terapeuta può iniziare a porre domande su relazioni familiari, eventuali difficoltà interpersonali e situazione lavorativa del paziente. Il terapeuta può quindi fare delle associazioni tra le varie situazioni che sono motivo di preoccupazione, così che le modalità nucleari di conflitto nelle relazioni comincino a emergere. Come in ogni terapia dinamica, alcune delle evidenze più persuasive di questi pattern possono emergere nella relazione transferale. Mentre le fonti d'ansia vengono associate a conflitti ricorrenti, il paziente si rende conto che l'ansia può essere controllata attraverso una comprensione delle aspettative inconsce di fallimento nelle relazioni interpersonali e nel lavoro. Un esito positivo può anche essere la capacità di usare l'ansia come un segnale di conflitto ricorrente che porta all'introspezione e a un'ulteriore comprensione.

(aggiornato il 18 agosto 2008)

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