12 febbraio 2008

La personalità ossessivo compulsiva

Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (personalità anancastica) è caratteriz­zato da costrizione emozionale, eccessiva tendenza all'ordi­ne, perseveranza, ostinazione e indecisione. La caratteristi­ca essenziale di questo disturbo è una modalità pervasiva di perfezionismo e inflessibilità.

Tale disturbo della personalità è cosa diversa rispetto a quello che comunemente si definisce "disturbo ossessivo compulsivo", alla cui descrizione si rimanda (leggi la pagina del sito sul disturbo ossessivo compulsivo).

Il disturbo è più comune fra i soggetti di sesso ma­schile e si manifesta più frequentemente nei pa­renti di primo grado di persone con il disturbo ri­spetto alla popolazione generale. Spesso i soggetti hanno su­bito un'educazione caratterizzata da rigida disciplina.

Nel colloquio, i pazienti possono avere un atteggiamento duro, forma­le e rigido. La loro affettività non è coartata né appiattita, ma può essere definita ristretta. Mancano di spontaneità e il loro umore è di solito serio. Possono essere ansiosi perché temo­no di perdere il controllo del colloquio. Le loro risposte alle domande sono insolitamente dettagliate. I meccanismi di di­fesa utilizzati sono la razionalizzazione, l'isolamento, l'intel­lettualizzazione, la formazione reattiva e l'annullamento.

I soggetti con tale disturbo sono preoccupati delle regole, dei regolamenti, dell'ordine, della precisione, dei dettagli e del raggiungimento della per­fezione. Questi tratti spiegano una generale costrizione dell'intera personalità. Insistono sul fatto che è necessario seguire rigidamente le regole e non sono in grado di tolle­rare quelle che considerano infrazioni: di conseguenza, mancano di flessibilità e sono intolleranti. Sono in grado di eseguire lavori prolungati, a patto che siano routinari e non richiedano cambiamenti ai quali non riescono ad adattarsi.

Le capacità interpersonali dei pazienti con tale disturbo di personalità sono limitate. Sono formali e seri e mancano di senso dell'umorismo. Si alienano alle per­sone, sono incapaci di compromessi e insistono perché gli al­tri si sottomettano ai loro bisogni. Tuttavia, sono desiderosi di piacere a quelli che vedono come più potenti di loro e ma­nifestano i loro desideri in modo autoritario. Poiché temono di compiere errori, sono indecisi e rimuginano sulle decisioni da prendere. Sebbene siano comuni un matrimonio stabile e un adeguato adattamento lavorativo, i pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo di personalità hanno pochi amici. Qual­siasi cosa minacci di sconvolgere la routine della vita degli in­dividui o la loro stabilità può indurre notevole ansia, che al­trimenti è mantenuta sotto controllo attraverso i rituali che impongono alla loro vita e tentano di imporre agli altri.

A chi rivolgersi

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Altri approfondimenti

Diagnosi differenziale: quando sono presenti ossessioni o compulsioni ricorrenti, si dovrebbe indicare il disturbo ossessivo-compulsivo.

Forse la distinzione più difficile è tra un paziente am­bulatoriale con alcuni tratti ossessivo-compulsivi e uno con disturbo ossessivo-compulsivo di personalità. La diagnosi di disturbo di personalità viene riservata a coloro che presenta­no una significativa compromissione dell'efficienza lavorativa o sociale.

Il decorso del disturbo è variabile e imprevedibile. Da un momento all'altro nel suo decorso possono insorgere ossessioni o compulsioni. Alcuni adolescenti con disturbo ossessivo-compulsivo di persona­lità diventano adulti calorosi, aperti e affettuosi; in altri, al contrario, questi sintomi possono precedere l'insorgenza di schizofrenia o - decenni dopo ed esacerbato dal processo dell'invecchiamento - di un disturbo depressivo maggiore. I disturbi depressivi, soprattutto quel­li a esordio tardivo, sono comuni.

Il trattamento prevede come interventi prioritario la psicoterapia.

A differenza dei soggetti con altri disturbi di personalità, quelli con disturbo ossessivo-compulsivo spesso sono consapevoli di soffrire e cercano spon­taneamente il trattamento. La tera­pia non direttiva è assai apprezzata dal paziente molto istruito e ipersocializzato con disturbo ossessivo-compulsivo di personalità. Tuttavia, il trattamento è spesso lungo e complesso e sono comuni problemi di controtransfert.

La terapia di gruppo offre alcuni vantaggi. In tale contesto è faci­le interrompere i pazienti nel mezzo delle loro interazioni o spiegazioni maladattative. Impedendo il completamento del loro comportamento abituale si suscita ansia nei pazienti, mettendoli nelle condizioni di apprendere nuove strategie per affrontare le situazioni. Inoltre essi possono ricevere ricom­pense dirette per i cambiamenti nella terapia di gruppo, il che è più raramente possibile nella psicoterapia individuale.

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