20 febbraio 2008

Il 'setting' in psicoterapia

'Setting' è termine inglese impiegato per indicare un contesto di ricerca che sia delimitato nel modo più rigo­roso possibile, affinché quanto si osserva, si de­scrive, si comprende, si spiega, possa avere un'at­tendibilità scientifica. Il concetto di setting quale contenitore di ricerca è impiegato fondamental­mente in ambito psicodinamico (vedi anche il post: il setting in terapia di gruppo).


In psichiatria e psicoterapia dinamica il setting delimita un'area spazio-temporale vincolata da regole che determi­nano ruoli e funzioni in modo da poter analizzare il significato affettivo dei vissuti del paziente; ciò deve avvenire in una situazione specificatamente costruita per questa rile­vazione, e tale da evitare la messa in atto - nell'amibto della reciproca relazione - di stili relazionali tipici della vita quotidiana che potrebbero con facilità alterare il regime del transfert (vedi).

Il setting psicoanali­tico classico, dove si determinavano il ritmo delle se­dute, la loro durata, le modalità dell'incontro, il divieto di incontrarsi altrove e molto altro, ha subito negli anni numerose e significative modificazioni per adattarsi non solo e non tanto alle esigenze particolari di specifici contesti di terapia, quanto piuttosto alle progressive e profonde trasformazioni avvenute in ambito teorico.

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