16 febbraio 2008

Ansiolitici: le benzodiazepine: precauzioni ed effetti collaterali

Farmaci molto usati (e sovente abusati) in psichiatria sono le benzodiazepine (Tavor, Xanax, Valium, Ansiolin, En, Frontal, Lexotan, Prazene, Control, Lorans, solo per citarne alcune.). Esistono derivati benzodiazepinici (Dalmadorm, Felison, Halcion, Minias, Roipnol, ecc.) e altri farmaci che, pur avendo composizione diversa dalle benzodiazepine, hanno un effetto sedativo - ipnotico (Nottem, Stilnox, Buspar, ecc.). A scopo ansiolitico - sedativo largo uso viene fatto anche di prodotti "naturali", quali la Valeriana, il Sedatol, ecc.

Le benzodiazepine sono variamente definiti agenti antiansia, ansiolitici e tranquillanti minori. Tutti questi termini sono fuorvianti, poiché le benzodiazepine hanno numerose indicazioni oltre all'ansia. Inoltre, l'uso del termine tranquillanti minori può indurre confusione tra questa classe di farmaci e i tranquil­lanti maggiori, un altro nome comunemente, ma erronea­mente, usato per indicare gli antipsicotici.
Le benzodiazepine sono talvolta classificate come sedati­vo-ipnotici, benché anche alcuni altri farmaci possano esse­re classificati in questo modo (ad es., i barbiturici). Un far­maco sedativo riduce l'ansia durante il giorno, controlla l'eccessiva eccitazione e in genere calma o quieta i pazienti. Un farmaco ipnotico causa sonnolenza e facilita l'inizio e il manteni­mento del sonno. In generale, le benzodiazepine agiscono come ipnotici ad alte dosi e come ansiolitici a dosi inferiori.
Oltre al loro uso come sedativi e ipnotici, alcune benzo­diazepine sono usate in altre indicazioni psichiatriche, come il disturbo da attacchi di panico, le fobie e l'agitazione asso­ciata al disturbo bipolare I; inoltre, vengono usate come anestetici, anticonvulsivanti e miorilassanti.

Precauzioni ed effetti collaterali
Il più comune effetto collaterale delle benzodiazepine è la sonnolenza, che si manifesta nel 10% circa dei pazienti. A causa degli effetti collaterali, coloro che assumono tali far­maci dovrebbero essere avvertiti di prestare particolare at­tenzione mentre guidano o usano apparecchiature pericolo­se. La sonnolenza può essere presente durante il giorno suc­cessivo all'uso delle benzodiazepine per l'insonnia della not­te precedente, la cosiddetta sedazione residua.

Alcuni sog­getti lamentano anche vertigini (meno dell'1%) e atassia (meno del 2%).

Gli effetti col­laterali più gravi delle benzodiazepine si manifestano quan­do vengono assunte insieme ad altre sostanze sedative, come l'alcool: tale associazione può causare marcata sonno­lenza, disinibizione o addirittura depressione respiratoria.

Altri effetti collaterali relativamente rari sono lievi deficit cognitivi, con conseguente compromissione delle prestazio­ni nei pazienti che stanno assumendo benzodia­zepine. Anche l'amnesia anterograda è stata associata alle benzodiazepine, soprattutto a quelle a elevata potenza.

Un raro aumento paradosso dell'aggressività è stato riportato in individui trattati con benzodiazepine, sebbene questo effet­to possa essere più comune nei pazienti con lesioni cerebra­li.

Le reazioni allergiche a questi farmaci sono rare, ma al­cuni studi hanno riportato rash maculopapulari e prurito ge­neralizzato.
I sintomi dell'intossicazione da benzodiazepine comprendono confusione, linguaggio abburattato, atassia, sonnolenza, dispnea e iporeflessia.

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Il triazolam (Halcion, Songar) è stato oggetto di notevole attenzione da par­te dei mezzi di comunicazione di massa a causa della pre­sente associazione con gravi manifestazioni di aggressività comportamentale. Sebbene tale associazione sia sostenuta da poche prove, la Upjohn, che produce il farma­co, ha inserito nella scheda tecnica una frase nella quale si afferma che il triazolam dovrebbe essere usato per un breve periodo di tempo (meno di 10 giorni) nel trattamento dell'in­sonnia e che i medici dovrebbero valutare con attenzione l'insorgenza di anomalie del pensiero o modificazioni com­portamentali nei soggetti trattati con triazolam, consideran­do appropriatamente tutte le potenziali cause. Il triazolam è stato ritirato dal commercio in Gran Bretagna nel 1991.

È molto probabile che le benzodiazepine causino effetti collaterali e tossicità nei soggetti con epatopatie e negli an­ziani, soprattutto quando vengono somministrate in dosi elevate o per periodi prolungati, a causa dell'alterazione del loro metabolismo.

Le benzodiazepine possono causare un disturbo della respirazione clinicamente significativo in pa­zienti con pneumopatia cronica ostruttiva e apnea da sonno. Esse dovrebbero essere usate con cautela in soggetti con una storia di abuso di sostanze psicotrope, con disturbi co­gnitivi, nefropatie, epatopatie, porfiria, depressione del SNC e miastenia gravis.

Alcuni dati indicano che le benzodiazepine sono terato­gene; pertanto, si sconsiglia di usarle durante la gravidanza; inoltre, l'uso delle benzodiazepine nel terzo trimestre di gra­vidanza potrebbe precipitare una sindrome da astinenza nel neonato. Sono secrete con il latte materno in concentrazio­ni sufficienti da avere effetti sul neonato, inducendo, ad esempio, dispnea, bradicardia e sonnolenza.

Tolleranza, dipendenza e astinenza

Quando le benzodia­zepine vengono usate per brevi periodi di tempo (da una a due settimane) in dosi moderate, di solito non causano si­gnificativa tolleranza, dipendenza o effetti di astinenza. Quelle a breve durata d'azione (ad es., il triazolam) potreb­bero rappresentare un'eccezione alla regola, poiché alcuni pazienti hanno riferito un aumento dell'ansia il giorno suc­cessivo all'assunzione di una singola dose di farmaco. Alcu­ni, inoltre, hanno riferito una tolleranza per gli effetti an­siolitici delle benzodiazepine, per cui è stato necessario au­mentare le dosi per mantenere la remissione clinica dei sin­tomi. Vi è anche tolleranza crociata tra la maggior parte del­le classi dei farmaci antiansia, con la rilevante eccezione del buspirone.

L'insorgenza di una sindrome da astinenza da benzodiazepine, detta anche sindrome da sospensione, dipende dalla du­rata del trattamento con il farmaco, dalla velocità della so­spensione della terapia e dall'emivita del composto. La so­spensione improvvisa delle benzodiazepine, soprattutto quelle con breve emivita, è associata a gravi sintomi da asti­nenza. I sintomi più gravi possono comprendere depressione, paranoia, delirium e crisi comiziali; tuttavia, alcuni aspetti clinici della sindrome possono manifestarsi fino ai 50% dei pazienti trattati con il farmaco. Una grave sindro­me da astinenza si osserva solo in coloro che hanno assunto dosi elevate per lunghi periodi.

NOTA: Le note di farmaco-terapia riportate in questo sito sono da considerarsi esemplificative; la prescrizione di un farmaco, l'indicazione della posologia, le modifiche dei dosaggi e la sospensione del farmaco stesso sono compito esclusivo del medico curante. Le notizie riportate in questo sito possono essere utilizzate solo ed esclusivamente se autorizzate dal proprio medico di fiducia.

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