23 gennaio 2008

Schneider, Psicopatologia Clinica


Rari sono i testi che di decennio in decennio mantengono inalterata la loro collocazione, a portata di mano, sugli scaffali di coloro che li hanno letti e studiati. Tra questi, molti psichiatri citerebbero senza dubbio la Psicopatologia clinica di Kurt Schneider. Alcuni valori forti per l'operare psichiatrico sono infatti consegnati in modo definitivo nel testo di Schneidere. Il primo è il rigore metodologico insuperato dello psichiatra di Heidelberg, la profondità, l'essenzialità e la chiarezza nell'enunciare necessità e liniti del modello medico nell'affrontare la patologia psichica. Il secondo è il supporto epidemiologico che soprattutto gli studi alla sua triadica ripartizione nosologica (psicosi fondabili su base somatica, psicosi idiopatiche, personalità psicopatiche e reazioni abnormi) ed alla validità della cesura fenomenologica personalità/malattia, fondamentale in Schneider, per con le dovute eccezioni. Il terzo è che il pensiero di Kurt Schneider, come tutti i pensieri degni di questo nome, soprattutto se sistematici, costituisce la rielaborazione creativa di un sapere (il filone descrittivo più soggettività della psichiatria tedesca rappresentato da un'ideale fil rouge che unisce Griesinger a certo Kraepelin, a Gaupp, Karl Jaspers, Mayer Gross, Gruhle e Ernst Kretschemer) e la matrice di nuovi sviluppi creativi.

Titolo: Psicopatologia clinica
Autore: Schneider Kurt
Editore: Fioriti
Edizione: 4
Data di Pubblicazione: 2004
Collana: Psicopatologia
ISBN: 8887319480
ISBN-13: 9788887319484
Pagine: XIV-146
Reparto: Medicina

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