22 gennaio 2008

Relazioni e problemi relazionali


La maggior parte delle persone vive in una matrice di relazioni. Nelle relazioni le persone trovano fonti di conforto, legame e felicità, ma anche di obblighi, responsabilità e frizioni. La capacità di funzionare in diversi tipi di relazioni può essere messa in difficoltà da problemi psicologici e anche da eventi esterni come malattie, crisi economiche e cambiamenti sociali.

La mancanza o la perdita di relazioni può condurre a sentimenti di isolamento e depressione.

La quarta edizione del DSM definisce i problemi di relazione come "modalità di interazione tra membri di un'unità relazionale". Queste modalità possono essere associate a funzionamento significativamente alterato in uno o più membri del gruppo o dell'intera unità. I problemi possono complicare il trattamento di un disturbo mentale o di una condizione medica in uno o più membri dell'unità o possono essere la conseguenza di un disturbo mentale o di una condizione medica. Possono essere indipendenti da altre condizioni o possono manifestarsi in assenza di altre condizioni.

Non sono disponibili dati affidabili sulla prevalenza dei problemi relazionali. Si può presumere che siano ubiquitari; tuttavia, la maggior parte dei problemi relazionali si risolve senza necessità di intervento professionale. La natura, la frequenza e gli effetti del problema sulle persone coinvolte sono elementi che devono essere presi in considerazione prima di fare diagnosi di un problema relazionale. Ad esempio, il divorzio, che interessa il 50% circa dei matrimoni, è un problema tra partner che si risolve legalmente e non deve essere diagnosticato come un problema relazionale. Tuttavia, si dovrebbe porre tale diagnosi se le persone non sono in grado di risolvere la lite tra di loro e continuano a vivere insieme in una relazione sadomasochistica o patologicamente depressa con infelicità e violenza. I problemi relazionali che non possono essere risolti avranno bisogno di un intervento professionale da parte di uno psichiatra o di altri professionisti della salute mentale.

PROBLEMA RELAZIONALE FRA PARTNER

E' questa una categoria del DSM-IV, che dovrebbe essere considerata quando oggetto dell'attenzione clinica è una modalità di interazione tra coniugi o partner caratterizzata da una comunicazione negativa (ad esempio, critiche), distorta (ad esempio, attese non realistiche) o dall'assenza di comunicazione (ad esempio, ritiro) associata ad alterazione clinicamente significativa del funzionamento del soggetto o della famiglia oppure da sintomi in uno o in entrambi i partner.

Quando una persona si presenta con problemi relazionali con il partner, lo psichiatra deve valutare se la preoccupazione del soggetto derivi dalla relazione oppure sia parte di un disturbo mentale. Per giungere alla diagnosi è necessario raccogliere la storia dello sviluppo e l'anamnesi sessuale e lavorativa, nonché la storia della relazione del paziente.
Il matrimonio così come la convivenza richiedono un elevato livello di adattamento da parte di entrambi i partner. Le aree da esplorare in una relazione in difficoltà sono il grado di comunicazione tra i partner, il loro modo di risolvere le dispute, i loro atteggiamenti nei confronti della gravidanza e dell'educazione dei figli, le relazioni con i suoceri, gli atteggiamenti nei confronti della vita sociale, la gestione delle finanze e le interazioni sessuali della coppia.

I periodi di stress nella relazione possono essere precipitati dalla nascita di un figlio, dall'aborto, da difficoltà economiche, dal trasferimento in altre aree, da episodi di malattia, da importanti modificazioni della carriera e da qualsiasi situazione che determini un significativo cambiamento dei ruoli. Le lamentele di anorgasmia primaria o di impotenza da parte dei coniugi sono talora indicative di problemi intrapsichici, sebbene nella quasi totalità dei casi di difficoltà vi siano problemi di relazione.

I problemi che coinvolgono conflitti nei valori, l'adattamento ai nuovi ruoli e la scarsità di comunicazione sono gestiti con maggiore efficacia quando viene esaminata la relazione tra i partner, come nella psicoterapia di coppia.

Un post scriptum sui matrimoni dei medici
I medici hanno un maggiore rischio di divorzio rispetto ad altri gruppo lavorativi. Uno studio pubblicato nel New England Iournal of Medicine (1997) ha dimostrato che l'incidenza di divorzio tra i medici era del 29%. La scelta della specialità influenzava il divorzio. Il maggiore tasso di divorzi era tra gli psichiatri (50%), seguiti dai chirurghi (33%), dagli internisti, dai pediatri e dai patologi (31%). L'età media del primo matrimonio era di 26 anni tra tutti i gruppi.

Non è chiaro perché i medici (compresi gli psichiatri) sono ad alto rischio di divorzio. I fattori implicati comprendono gli stress del dover affrontare situazioni professionali di intenso impegno emozionale e del dover assumere decisioni importanti sulla vita degli assistiti; tali fattori di stress possono predisporre il medico a una varietà di malattie emozionali, le più comuni delle quali sono la depressione e l'abuso di sostanze, compreso l'alcolismo. Tali persone sono generalmente incapaci di affrontare le complesse interazioni richieste per mantenere con successo relazioni durature di qualsiasi tipo. Poichè sempre una difficoltà nella relazione è in qualche misura determinata da difficoltà nella comunicazione, è comunque quanto meno curioso che gli psichiatri siano, tra tutti i medici, quelli più 'a rischio' di divorzio.

ultimo aggiornamento: 27 luglio 2008

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