6 gennaio 2008

Kohut e la psicologia del sé

Autore noto soprattutto per i suoi scritti sul narcisismo (vedi) e sullo sviluppo della psicologia del sé, parte integrante e fondamentale della psicoterapia dinamica).

Kohut considerava lo sviluppo e il mantenimento dell'autostima e dell'autocoesione più importanti della sessualità e dell'aggressività e riteneva che il concetto freudiano del narcisismo includesse un giudizio critico, nel senso che presumeva che lo sviluppo procedesse verso la relazione con gli oggetti e si allontanasse dal narcisismo.
Sostenne l'esistenza di due linee di sviluppo, una che si muove nella direzione della relazione con gli oggetti e l'altra nella direzione dello sviluppo del sé.

Nell'infanzia il bambino teme di perdere l'iniziale felicità madre-figlio e ricorre a una delle seguenti tre vie per salvare la perfezione perduta: il sé grandioso, l'alter ego o gemello e l'immagine parentale idealizzata.
Questi tre poli del sé si manifestano nel trattamento psicoanalitico in termini di un transfert caratteristico, noto come transfert sé-oggetto.
Il sé grandioso conduce a un transfert speculare, in cui il paziente tenta di catturare il riflesso di sé nell'occhio dell'analista attraverso l'autoesibizione; l'alter ego conduce al transfert gemellare, in cui il paziente percepisce l'analista come un gemello; l'immagine parentale idealizzata conduce a un transfert idealizzante, in cui il soggetto avverte un aumento dell'autostima generata dall'essere in presenza della figura esaltata dell'analista.

Secondo Kohut gli insuccessi empatici materni conducono all'arresto dello sviluppo in un particolare stadio, quando il bambino ha bisogno di usare gli altri per eseguire le funzioni sé-oggetto.

Anche se originariamente Kohut applicava questa formulazione al disturbo narcisistico di personalità, successivamente la ampliò estendendola a tutta la psicopatologia, contribuendo con le sue concettualizzazioni a definire il 'corpus' della psicoterapia dinamica.

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