9 gennaio 2008

Kernberg e la personalità narcisista


Otto Kernberg è forse il più influente teorico delle relazioni oggettuali degli Stati Uniti. Influenzato sia da Melanie Klein sia da Edith Jacobson, la sua teoria è largamente derivata dal lavoro clinico svolto con pazienti affetti da disturbo borderline di personalità.

Kernberg dedicò grande attenzione alla scissione dell'ego e all'elaborazione di configurazioni buone e cattive del sé e degli oggetti.
Pur continuando a usare il modello strutturale, Kernberg riteneva che l'es fosse composto di immagini del sé e degli oggetti e dall'affettività a essi associata. Gli impulsi appaiono solo per manifestarsi nel contesto dell'internalizzazione dell'esperienza interpersonale. Le relazioni buone e cattive con il sé e gli oggetti si associano, rispettivamente, alla libido e all'aggressività. Le relazioni con gli oggetti sono non solo gli elementi costitutivi della struttura; ma anche i fondamenti costitutivi degli impulsi. La bontà e la cattiveria delle esperienze relazionali precedono la catessi degli impulsi. In altre parole, gli istinti duali della libido e dell'aggressività sorgono dagli stati affettivi di amore e odio diretti verso gli oggetti.

Kernberg propose il termine organizzazione borderline di personalità per indicare la mancanza di un senso integrato di identità, la debolezza dell'ego, l'assenza di integrazione del superego, la fiducia su meccanismi di difesa primitivi e la tendenza a utilizzare il processo primario di pensiero. Suggerì uno specifico tipo di psicoterapia psicoanalitica per i pazienti borderline in cui i meccanismi di transfert vengono precocemente interpretati nel processo terapeutico.

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