17 gennaio 2008

Il lutto patologico

Lutto patologico (anormale). Per alcune persone il decorso del lutto e del dolore è anomalo. Il lutto patologico può assumere diverse forme, che vanno da assenza o ritardo di insorgenza del lutto, a lutto eccessivamente intenso e prolungato e associato a propositi di suicidio o a sintomi francamente psicotici. Sono a maggiore rischio di una reazione di lutto anomala coloro che soffrono per una morte improvvisa o avvenuta in circostanze orribili, le persone emarginate, quelle che ritengono di essere responsabili (reali o immaginari) della morte, quelle con una storia di perdite traumatiche e quelle con una relazione di dipendenza o intensamente ambivalente con la persona scomparsa.

Alcune relazioni, indipendentemente dalle apparenze in pubblico, sono abbastanza negative da ridurre o annullare una risposta normale e appropriata al lutto. In quei casi, le conseguenze della morte di un coniuge o di un parente possono essere nettamente positive per il superstite.
Altre forme anomale di lutto si manifestano quando alcuni aspetti della normale afflizione sono distorti o intensificati fino a raggiungere proporzioni psicotiche. È normale identificarsi con la persona deceduta, come assumere determinati aspetti o avere cari determinati beni in suo possesso; non è normale credere di essere il deceduto o soffrire esattamente di ciò di cui la persona scomparsa è morta (se, di fatto, ciò non è vero). Udire una voce fuggevole e passeggera della persona deceduta è normale, allucinazioni uditive complesse, persistenti e invadenti non lo sono. La negazione di determinati aspetti della morte è normale; credere che la persona morta sia ancora viva è anormale.

Lutto rispetto a depressione. Lutto e depressione condividono molte caratteristiche: tristezza, tendenza a piangere, inappetenza, insonnia, diminuzione di interesse per il mondo. Vi sono tuttavia sufficienti differenze che permettono agli psichiatri di differenziare queste sindromi.
Il disturbo dell'umore nella depressione è tipicamente pervasivo e non remittente. Se vi sono fluttuazioni dell'umore, sono relativamente minori. Le fluttuazioni nel lutto sono comuni. Le persone spesso descrivono il lutto come una sensazione che si presenta a ondate, che li travolge e poi si ritira. Anche nel lutto intenso, sono possibili momenti in cui il soggetto si sente sollevato e riesce a ricordare cose liete.
La vergogna e la colpa sono comuni nella depressione. Quando si manifestano nel lutto, ciò avviene di solito perché la persona ritiene di non aver fatto abbastanza per la persona deceduta prima della sua morte e non a causa dell'idea fondamentale dell'individuo di essere malvagio o indegno, come comunemente avviene nella depressione.
Di grande importanza è il fatto che il lutto è limitato nel tempo. Molte persone che soffrono di depressione maggiore (depressione grave) sono disperate: non riescono neppure a immaginare di poter stare meglio. Le persone che in precedenza sono state depresse sono a rischio di diventare depresse nel momento di una perdita importante; perciò, la storia clinica di un individuo in lutto può essere utile per valutare una reazione in atto. I soggetti depressi minacciano di suicidarsi più spesso delle persone in lutto, che, tranne in casi particolari - ad esempio, persone anziane e dipendenti dal punto di vista fisico - non desiderano realmente morire, anche se affermano che la vita è insopportabile.

È compito del medico individuare quando il lutto è divenuto patologico e si è evoluto in una sindrome depressiva maggiore. Il lutto è una condizione normale (vedi il post sul lutto normale), sebbene profondamente penosa, che risponde al sostegno, all'empatia e al trascorrere del tempo. Il disturbo depressivo maggiore è potenzialmente un'emergenza medica che richiede intervento immediato per impedire complicazioni come il suicidio.

leggi anche il post sulla terapia del lutto.

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