4 gennaio 2008

I principali Autori della Teoria dell'Attaccamento

Gli Autori che hanno contribuito maggiormente alla definizione di quella che si definisce 'teoria dell'attaccamento', parte fondamentale della psicoterapia dinamica, sono: Harry Harlow, John Bowlby e Mary Ainsworth. Riportiamo molto sinteticamente i principali contributi di tali Autori.


Harry Harlow studiò l'apprendimento sociale e gli effetti dell'isolamento sociale nelle scimmie, ponendole appena nate a contatto con due surrogati materni - uno formato da fil di ferro con un biberon e l'altro formato da fil di ferro ricoperto di spugna. Le scimmiette preferivano il surrogato ricoperto di spugna, che offriva più piacere al contatto, al surrogato con il biberon. (Quando erano affamate, le scimmiette afferravano il biberon, ma presto ritornavano al surrogato ricoperto di spugna.) Le scimmiette cresciute con la mamma di spugna, se spaventate, abbracciavano intensamente la madre surrogato e sembravano confortate dal contatto, mentre le scimmiette della mamma formata solo da fil di ferro non trovavano alcun conforto e sembravano disorganizzate. Entrambi i gruppi di scimmiette cresciute con un surrogato erano incapaci di adattarsi alla vita in comunità e presentavano un'enorme difficoltà ad apprendere l'accoppiamento. Le femmine poi, quando coperte, avevano difficoltà ad accudire i loro piccoli; questi atteggiamenti peculiari sono stati attribuiti alla mancanza di cure materne nella prima infanzia.

John Bowlby studiò l'attaccamento dei piccoli alle madri e concluse che la separazione precoce dei piccoli dalla madre ha effetti negativi sulla sfera affettiva e intellettuale del bambino. Inoltre questo autore descrisse il comportamento di attaccamento che si sviluppa durante il primo anno di vita: tale comportamento sarebbe caratterizzato dal mantenimento del contatto fisico tra la madre e il bambino quando questi ha fame, è spaventato o in difficoltà.

Mary Ainsworth ampliò le osservazioni di Bowlby e notò che il rapporto della madre con il figlio durante il periodo dell'attaccamento influenza in misura significativa il comportamento contingente e futuro del neonato. Inoltre le modalità di attaccamento variano nei singoli bambini: per esempio, alcuni bambini inviano segnali indicatori o piangono meno di altri. Una risposta immediata ai segnali del neonato, come l'abbracciarlo quando piange, ha l'effetto di ridurre la tendenza del bambini a ricorrere al pianto nel corso dei successivi mesi di vita, piuttosto che quello di rinforzare tale comportamento. Uno stretto contatto fisico con la madre nel momento in cui il bambino invia segnali a lei destinati è associato alla formazione di un sentimento di fiducia in se stesso piuttosto che allo sviluppo di una dipendenza fisica dalla figura materna, durante la crescita del bambino. Le madri incapaci di adeguata risposta rendono ansiosi i bambini.

La Ainsworth inoltre confermò che il processo di attaccamento è finalizzato allo scopo di ridurre l'ansia. Ciò che ella definì effetto base sicura consente a un bambino di allontanarsi dalla figura parentale oggetto di attaccamento e di esplorare l'ambiente. Anche oggetti inanimati, come un orsacchiotto di pezza e una coperta (definiti da Donald Winnicott oggetti transizionali) (vedi), fungono da basi di sicurezza, qualcosa che spesso i bambini portano con sé nelle loro esplorazioni del mondo. Una crescente quantità di letteratura derivata da osservazioni dirette dalle interazioni madre-figlio e da studi longitudinali ha ampliato e rifinito le descrizioni originali di Ainsworth. La sensibilità e la responsività materna sono i principali determinanti dell'attaccamento sicuro. Tuttavia, quando l'attaccamento è insicuro, il tipo di insicurezza (evitamento, ansia, ambivalenza) è determinato dal temperamento del bambino. Nel complesso, i maschi hanno una minore probabilità di avere attaccamenti sicuri rispetto alle femmine e sono più vulnerabili alle modificazioni della sensibilità materna. L'attaccamento del primogenito è ridotto dalla nascita del secondo; ma si riduce molto di più quando il primogenito ha fra 2 e 5 anni di età al momento della nascita del fratello minore, piuttosto che quando il primogenito ha meno di 24 mesi. Non deve sorprendere che il grado di riduzione è anche modificato dal senso di sicurezza e fiducia e dalla salute mentale della madre.

Nessun commento: