30 gennaio 2008

Definizione di Fobia

La Fobia è il ti­more irrazionale e invincibile per oggetti o speci­fiche situazioni che, secondo il buon senso, non do­vrebbero provocare timore. Tali sono la paura per spazi aperti (vedi il post su: agorafobia), per quelli chiusi (claustrofobia), la paura di arrossire (eritrofobia), la paura dello sporco (rupofobia), la paura delle malattie (patofobia, vedi il post su: ipocondria), ecc.

La fobia si distingue dalla paura perché, a dif­ferenza di quest'ultima, non scompare di fronte a una verifica della realtà, e al tempo stesso va tenuta distinta dal delirio perché il fobico è perfettamente consapevole dell'irrazionalità dei suoi timori che tut­tavia non riesce a risolvere.

Un tempo la psichiatria dinamica trattava unitariamente la fobia e l'ossessione; oggi si tende a differenziare le due figure perché, come precisa G. Jervis, «la fobia è il tentativo di costruire una difesa contro la propria ansia allonta­nandone ostinatamente l'occasione di manifestarsi con uno scongiurante e precipitoso atteggiamento di rifiuto che non fa che evocarne continuamente il fan­tasma; la difesa ossessiva è invece il tentativo di co­struire una serie di barriere magiche fra sé e l'ansia, un labirinto di scongiuri, una struttura di comporta­menti meticolosamente controllati, utili per allonta­nare all'infinito il momento del non-controllo, il ri­schio della crisi» (Jervis, 1975).

Le fobie sono cariche di significati simbolici nel senso che le cose o le persone o le situazioni temute dal soggetto rinviano in un modo più o meno defor­mato o a una pulsione repressa, o a una punizione per l'impulso inconscio e inaccettato, o a una com­binazione delle due. La condizione fobica rivela so­litamente una condizione di dipendenza infantile e quindi di non raggiunta autonomia che si manifesta nella paura di agire e quindi nell'immobilismo. Così il timore di luoghi aperti o di allontanarsi dall'am­biente noto (agorafobia) manifesta una situazione psicologica di insicurezza da far risalire a una condi­zione di dipendenza dalla famiglia e a sensi di colpa riguardanti la propria autonomia. Allo stesso modo la fobia dello sporco (rupofobia) può nascondere il terrore del sesso, dello sperma e della gravidanza o inconfessabili sentimenti di colpa. Vedi anche i post su: fobia semplice e fobia sociale; vedi anche la pagina del sito su ossessioni e fobie.

Le interpretazioni patogenetiche della fobia più accettate sono quella psicoanalitica e quella comportamentista. Per la psicoanalisi, la fobia è il prodotto dei mec­canismi di difesa dell'Io che, con la rimozione e lo spostamento trasferisce un complesso inte­riore che causa conflitti e ansia su un oggetto esterno che il soggetto fobico ritiene sia più facile evitare. Al contrario per il comportamentismo la fobia è il risultato di un cattivo apprendimento che produce una risposta inadatta e sproporzionata alla situazione reale.

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