29 dicembre 2007

Sul transfert

Il persistere nella vita adulta di schemi infantili di organizzazione mentale implica che il passato si ripete nel presente. Forse l'esempio più convincente di questo è il transfert, concetto centrale della psicoanalisi, nel quale il paziente vive il medico come una figura significativa del proprio passato. Qualità di questa figura arcaica verranno attribuite al medico e sentimenti associati a tale figura saranno vissuti allo stesso modo con il medico. Il paziente inconsciamente rimette in atto la relazione passata, invece di ricordarla, e così facendo porta nel trattamento un patrimonio di informazioni sulle sue relazioni del passato.


Nonostante il concetto di transfert venga generalmente associato alla psicoanalisi o alla psicoterapia, la relazione terapeutica è solamente un esempio di un fenomeno più generale. Il transfert è ubiquitario, si sviluppa in ogni situazione di terapia perché si sviluppa in ogni situazione nella quale un'altra persona è importante nella propria vita.

Recenti contributi alla comprensione del transfert riconoscono che le caratteristiche reali del terapeuta contribuiscono sempre alla natura del transfert (Hoffman, 1998). In altre parole, se un terapeuta è silenzioso e distaccato i pazienti possono sviluppare nei suoi confronti un transfert freddo, distante e superficiale. Sebbene il transfert possa avere origine in parte dalle precoci relazioni di attaccamento dell'infanzia, è anche influenzato dal comportamento effettivo del terapeuta. Ne consegue che ogni relazione nel setting clinico è l'insieme di un rapporto reale e di un fenomeno transferale.

Alcuni psicoanalisti sostengono che vi sono due dimensioni nel transfert: 1) una dimensione ripetitiva, in cui il paziente teme e si aspetta che l'analista si comporti come facevano i genitori; 2) una dimensione da oggetto-Sé, in cui il paziente desidera fortemente un'esperienza risanante o correttiva che è mancata nella sua infanzia (Stolorow, 1995). Questi aspetti del transfert oscillano tra il primo piano e lo sfondo dell'esperienza del paziente.

Lo psichiatra a orientamento dinamico riconosce la diffusione dei fenomeni di transfert e si rende conto che i problemi relazionali dei quali il paziente si lamenta si manifesteranno prima o poi anche nella relazione con il terapeuta. Quello che è unico della relazione medico-paziente nella psichiatria dinamica non è quindi la presenza del transfert, ma il fatto che esso sia considerato materiale terapeutico che va compreso.

vedi anche i post:
introduzione alla psicoterapia dinamica
la resistenza in psicoterapia
il setting in psicoterapia
le difese narcisistiche
sulle dinamiche di transfert e controtransfert leggi anche la pagina del sito : la ragione degli affetti

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