28 dicembre 2007

Sul concetto di 'resistenza' in terapia

Uno dei fondamentali principi della psicoterapia dinamica riguarda il desiderio del paziente di mantenere lo status quo, di opporsi ai tentativi del terapeuta di produrre consapevolezza e cambiamento. Tale desiderio assume il nome di ' resistenza '. "La resistenza accompagna il trattamento a ogni passo; ogni singola asgociazione, ogni atto della persona in trattamento deve fare i conti con la resistenza, e rappresenta un compromesso tra le forze tendenti alla guarigione e quelle che si oppongono a essa" (Freud, 1912).


Le resistenze al trattamento sono ubiquitarie come i fenomeni di transfert e possono assumere forme diverse, come l'arrivare tardi agli appuntamenti, il rifiuto di attenersi alle prescrizioni terapeutiche, l'ignorare indicazioni o interpretazioni dello psichiatra, il silenzio nelle sedute di terapia, il focalizzarsi su materiale irrilevante ed altro.

La resistenza può essere conscia, preconscia o inconscia. Tutte le forme di resistenza hanno in comune il tentativo di evitare sentimenti spiacevoli quali ira, colpa, odio, invidia, vergogna, dolore, ansia o varie combinazioni di questi sentimenti.

La resistenza difende la malattia del paziente. I meccanismi di difesa caratteristici del paziente, deputati a salvaguardarlo da affetti spiacevoli, vengono messi in luce nel corso della terapia dinamica. In effetti, le resistenze possono essere definite come le difese del paziente quali si manifestano nel trattamento psicodinamico.

La differenza tra resistenza e meccanismi di difesa consiste semplicemente nel fatto che mentre la prima può essere osservata, i secondi devono essere dedotti (Thoma e Kachele, 1987).

Lo psichiatra a orientamento dinamico si aspetta di incontrare resistenza al trattamento ed è preparato a considerare questo fenomeno come parte del processo terapeutico. A dispetto della connotazione della resistenza come ostacolo che deve essere rimosso per portare avanti il trattamento, per molti pazienti comprendere e superare la resistenza, in larga misura, è la terapia.

Le modalità con cui il paziente resiste alla terapia spesso riflettono le caratteristiche di una relazione del passato che influenza una serie di relazioni del presente. Il clinico dinamico aiuta il paziente a comprendere queste modalità e a renderle pienamente consce.

vedi anche i post su: meccanismi di difesa

francesco giubbolini, giovanni carlesi, psicoterapeuti - siena, firenze

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