6 dicembre 2007

Galimberti, Il Corpo


IL CORPO IN OCCIDENTE (da: Galimberti, Il Corpo)

"...L'anima è in sommo grado simile a ciò che è divino, immortale, intelligibile, uniforme, indissolubile ... "

Umberto Galimberti presenta la nuova edizione ampliata di Il corpo, un testo già famoso, finalmente aggiornato al dibattito in corso. "Il nostro corpo è diventato il luogo della nostra falsificazione."

In cosa differisce questa edizione di Il corpo dalla precedente?

Umberto Galimberti:
E' sostanzialmente raddoppiata. La prima uscì vent'anni fa e, con le sue dodici edizioni, ebbe un grande successo. Però lo dovevamo rinnovare, perché i tempi sono cambiati, e sono cambiati proprio nell'accentuazione della corporeità. Il corpo degli anni ottanta si riferiva a un corpo problematizzato, un corpo in cui si trattava di stabilire se questa nozione si riferisse all'organismo, alla carne da redimere negli scenari religiosi o agli organismi da sanare in chiave medica.E oggi?Oggi il corpo è diventato semplicemente un manichino, qualcosa di completamente separato da noi. La gente lo tratta come se fosse un oggetto che si allestisce, che si costruisce, esattamente come se fosse una vetrina. E' quindi diventato il luogo della nostra falsificazione. Chi siamo, probabilmente, non lo sappiamo più neanche noi. Quindi, in cambio di quel niente che è diventata la nostra faccia, esponiamo un corpo su cui lavora quasi esclusivamente il sistema della moda. Un corpo confezionato che non coincide più con noi. Rispetto agli anni ottanta, il corpo di oggi è molto abbellito, ma è falsificato, perché non ci riproduce. Continua a leggere l'intervista.

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