6 dicembre 2007

GAD (Ansia generalizzata)

La quarta edizione del DSM-IV definisce il disturbo d'ansia generalizzata (o GAD) come un'ansia o preoccupazione eccessiva riguardo numerosi eventi o attività per la maggior parte del tempo durante un periodo di almeno 6 mesi.

La preoccupazione è difficile da controllare ed è associata a sintomi somatici quali tensione muscolare, irritabilità, difficoltà legate al sonno e irrequietezza. L'ansia non ha per oggetto caratteristiche di un altro disturbo, non è provocata dall'uso di sostanze o da una condizione medica generale e non si manifesta solo durante un episodio di disturbo dell'umore o psichiatrico. L'ansia è difficile da controllare, è causa di disagio soggettivo e provoca limitazioni in aree importanti dell'esistenza della persona.

Si tratta di una condizione comune: stime ragionevoli per la sua prevalenza a un anno variano dal 3 all'8%. Il disturbo è probabilmente quello che più frequentemente si associa a un altro disturbo mentale, di solito fobia sociale, fobia specifica, disturbo di panico o un disturbo depressivo.

L'età d'esordio è difficile da definire perché la maggior parte dei pazienti riferisce di essere stata ansiosa sin da quando può ricordarsi. I pazienti di solito arrivano all'attenzione del medico intorno ai 20 anni, anche se il primo contatto con un medico può avvenire a ogni età. Solo un terzo dei pazienti con disturbo d'ansia generalizzato cerca il trattamento psichiatrico. Molti pazienti vanno dai medici di famiglia, dagli internisti, dai cardiologi, dai pneumologi o dai gastroenterologi, cercando un trattamento per la componente somatica del disturbo.

La causa del disturbo non è nota. Secondo la definizione corrente il disturbo probabilmente colpisce un gruppo eterogeneo di pazienti. Forse perché un certo grado di ansia è normale ed adattativo, è difficile differenziare l'ansia normale dall'ansia patologica e i fattori causali biologici da quelli psicosociali. I fattori biologici e psicosociali probabilmente agiscono insieme.

I criteri diagnostici del DSM-IV comprendono criteri che aiutano i medici a differenziare tra GAD, ansia normale (vedi) e altri disturbi mentali. La distinzione con l'ansia normale è sottolineata dall'uso nei criteri delle espressioni "eccessiva" e "difficile da controllare" e dalla specificazione che i sintomi causano notevole compromissione e disagio.

I sintomi primari del GAD sono l'ansia, la tensione motoria, l'iperattività autonomica e la vigilanza cognitiva.

L'ansia è eccessiva e interferisce con gli altri aspetti della vita del paziente.
La tensione motoria si manifesta più comunemente come tremore, agitazione e cefalea. L'iperattività autonomica si manifesta tipicamente con tachipnea, eccessiva sudorazione, palpitazioni e vari sintomi gastrointestinali.
La vigilanza cognitiva si evidenzia attraverso l'irritabilità del paziente e la facilità con cui questi si spaventa.

Quasi sempre i pazienti con GAD cercano aiuto da un medico di famiglia o da un internista accusando sintomi somatici. Oppure si recano da uno specialista riferendo sintomi specifici. Raramente si trova una malattia non psichiatrica specifica e i pazienti manifestano comportamenti diversi nel rivolgersi ai medici. Alcuni accettano una diagnosi di disturbo d'ansia generalizzato e il trattamento appropriato; altri cercano ulteriori consulti medici per i loro problemi.

La diagnosi differenziale comprende tutte le condizioni mediche che possono causare ansia.

Gli accertamenti medici devono comprendere esami ematochimici generali, un elettrocardiogramma (ECG) e test di funzionalità tiroidea. Il medico deve escludere l'intossicazione da caffeina, l'abuso di stimolanti, l'astinenza dall'alcool o da sedativi, ipnotici ed ansiolitici.

L'esame delle condizioni mentali e l'anamnesi dovrebbero essere rivolti a esplorare le possibilità diagnostiche del disturbo di panico (DAP), delle fobie e del disturbo ossessivo-compulsivo.
In genere i pazienti con DAP si rivolgono prima a un medico, sono più incapacitati dal loro disturbo, hanno presentato un esordio improvviso dei sintomi e sono meno preoccupati dai loro sintomi somatici rispetto a quelli con disturbo d'ansia generalizzato.

Distinguere il disturbo d'ansia generalizzato dal disturbo depressivo maggiore e dal disturbo distimico può essere difficile. In effetti i disturbi spesso coesistono.

Altre possibilità diagnostiche sono il disturbo dell'adattamento con ansia, l'ipocondria, il disturbo di somatizzazione e i disturbi di personalità.

DECORSO E PROGNOSI
A causa dell'elevata incidenza di disturbi mentali coesistenti nei pazienti il decorso clinico e la prognosi sono difficili da predire. Tuttavia alcuni dati indicano che taluni eventi della vita sono associati con l'esordio del disturbo; la presenza di vari eventi vitali negativi aumenta notevolmente la possibilità di sviluppo del disturbo. Per definizione, il disturbo d'ansia è una condizione cronica che può durare tutta la vita. Fino al 25% dei pazienti finisce per avere anche un disturbo di panico. Un'ulteriore alta percentuale di pazienti avrà un disturbo depressivo maggiore.

TRATTAMENTO
Il trattamento più efficace dei pazienti è probabilmente quello che associa gli approcci psicoterapeutico, eventualmente farmacologico e di sostegno. Il trattamento può richiedere molto tempo al medico coinvolto, indipendentemente dal fatto che sia uno psichiatra, un medico generico o un altro specialista.

Psicoterapia
La maggior parte dei pazienti presenta una netta riduzione dell'ansia quando ha l'opportunità di discutere le proprie difficoltà con un medico attento ed empatico. Se il medico identifica situazioni esterne che provocano ansia, può essere in grado - da solo o con l'aiuto dei pazienti o delle loro famiglie - di modificare l'ambiente e pertanto ridurre le pressioni stressanti. Una riduzione nei sintomi spesso consente ai pazienti di funzionare efficacemente nel loro lavoro quotidiano e nelle relazioni, cosa che fornisce nuove soddisfazioni e gratificazioni che sono esse stesse terapeutiche.
La prospettiva psicoanalitica è legata al fatto che in certi casi l'ansia è un segnale di turbolenza inconscia che merita di essere studiata. L'ansia può essere normale, adattativa. maladattativa, troppo intensa o troppo blanda a seconda delle circostanze. L'ansia appare in numerose situazioni nel corso della vita; in molti casi, la riduzione dei sintomi non è la modalità d'azione più appropriata.

Per i pazienti psicologicamente attenti e motivati a capire le fonti della loro ansia, la psicoterapia può essere il trattamento di scelta.

La psicoterapia psicodinamica parte dall'assunto che l'ansia può aumentare se il trattamento è efficace. Lo scopo dell'approccio dinamico può essere aumentare la tolleranza all'ansia del paziente (definita come capacità di avvertire ansia senza doverla scaricare), piuttosto che eliminare l'ansia. Ricerche empiriche indicano che molti pazienti che sono stati efficacemente trattati con psicoterapia possono continuare ad avvertire ansia dopo aver terminato la psicoterapia. Tuttavia l'aumentata padronanza dell'ego consente loro di usare il sintomo ansia come segnale per riflettere sulle lotte interne e accrescere l'introspezione e la comprensione. Un approccio psicodinamico al paziente con disturbo d'ansia generalizzato presuppone una ricerca delle paure sottostanti del paziente.

Nota importante:

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ultima modifica agosto 2008

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