1 novembre 2007

La diagnosi psicodinamica

La diagnosi psicodinamica integra e non si contrappone alla classica ' diagnosi psichiatrica ' (vedi). Alla fine di una valutazione psicodinamica, il clinico dovrebbe infatti arrivare a una diagnosi descrittiva (basata sui criteri del DSM) e a una diagnosi psicodinamica (basata sulla propria comprensione del paziente e della malattia). Entrambe guidano la programmazione del trattamento, ma la prima serve essenzialmente a fornire la definizione diagnostica corretta, mentre la seconda viene considerata un riepilogo della comprensione del paziente che va al di là di tale definizione.


La diagnosi descrittiva può essere di aiuto ai clinici, per esempio, nella scelta di interventi farmacologici adeguati; la diagnosi dinamica può aiutare invece a capire il significato che la prescrizione di farmaci ha per il paziente e se l'aderenza al trattamento farmacologico può rappresentare un problema.

Il presupposto teorico di tale affermazione è il seguente: siccome la malattia si radica su una personalità preesistente, è necessario considerare come la diagnosi di personalità contribuisca alla sindrome clinica. Gli individui ossessivo-compulsivi, per esempio, spesso si scompensano in un episodio depressivo maggiore. Il clinico deve quindi valutare come il rigido ed esigente Super-ío della struttura di personalità ossessivo-compulsiva contribuisca all'autosvalutazione caratteristica della depressione. Questo aspetto della diagnosi dovrebbe agire sinergicamente per fornire una comprensione più completa del paziente e della malattia.

Anche gli agenti stressanti - sia quelli ovvi e consci sia quelli nascosti e inconsci - devono essere considerati in una diagnosi dinamica.

I diversi elementi della diagnosi che sono stati elencati sono la base di una formulazione psicodinamica. Questa ipotesi di prova o modello di lavoro illustra come i vari elementi interagiscono nel creare il quadro clinico presentato dal paziente. Una formulazione psicodinamica deve essere inoltre inquadrata in un contesto biopsicosociale. Tre componenti sono essenziali per una buona formulazione psicodinamica. La formulazione dovrebbe iniziare con una rapida descrizione del quadro clinico e del fattore o fattori di stress associati che hanno portato alla ricerca di assistenza. La seconda parte dovrebbe contenere un insieme di ipotesi sulle modalità con cui elementi biologici, intrapsichici e socioculturali contribuiscono a determinare il quadro clinico. Nella terza componente dovrebbe infine essere brevemente spiegato come ciò che viene descritto nei primi due punti possa influenzare il programma terapeutico e la prognosi.

In ultima analisi, lo scopo della valutazione psicodinamica è quello di guidare l'impostazione globale del trattamento. Una diagnosi psicodinamica, e soprattutto una formulazione psicodinamica, può essere utile anche quando una psicoterapia dinamica è, per qualche motivo, sconsigliata: il trattamento sarà comunque dinamicamente informato. Una valutazione diagnostica psicodínamica può aiutare quindi a definire tutti gli aspetti di un programma terapeutico. Una comprensione dinamica può aiutare per esempio il clinico a decidere se il paziente potrebbe accettare un'indicazione per una terapia dinamica, comportamentale, della famiglia, individuale o di gruppo.

Quanto affermato illustra infine come diversi modelli teorici possano essere utilizzati per elaborare una formulazione e come la valutazione psicodinamica del paziente guidi la pianificazione del trattamento.

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