13 settembre 2007

Depressione e farmaci antidepressivi in gravidanza

Farmaci antidepressivi per il trattamento della depressione in gravidanza e nel puerperio. Spesso accade di doversi confrontare con situazioni nelle quali si pone la necessità o la domanda di una terapia farmacologica antidepressiva durante la gravidanza. Gli antidepressivi non sono generalmente sconsigliati in assoluto in gravidanza ma il loro uso va attentamente valutato e controllato.
(Leggi anche la pagina del sito: Depressione in gravidanza e depressione puerperale)

Riporto a grandi linee i risultati di uno studio ma ne anticipo le conclusioni, ovvero: è scontato che l'uso dei farmaci antidepressivi in gravidanza debba essere attentamente valutato caso per caso, e che la gravidanza debba essere attentamente monitorata; per quanto i dati statistici non stiano ad indicare una particolare condizione di rischio associata all'uso di psicofarmaci antidepressivi (escluso, come riferirò poi, quello di aborto spontaneo) la valutazione dell'opportunità dell'assunzione dei farmaci deve essere demandata regolarmente al medico specialista psichiatra che deve eventualmente consigliare la terapia, se lo ritiene assolutamente necessario, e seguire la paziente per tutto il periodo della gravidanza e del puerperio. In conclusione, in merito al Trattamento della Depressione in gravidanza:
La corretta valutazione Rischi / Benefici necessita di una gestione integrata alla quale prendono parte: il Medico di medicina generale, lo Psichiatra, il Ginecologo ed il Neonatologo. La psicoterapia costituisce tuttavia, dal punto di vista psichiatrico, la scelta di prima istanza per la cura della depressione in gravidanza.

altri post sul tema:
modificazioni psicologiche in gravidanza
antidepressivi ed ansiolitici durante l'allattamento
depressione puerperale






Secondo una ricerca dell’O.M.S. la prevalenza dei Disturbi Depressivi nella medicina generale è del 10.5%. Circa il 70% in comorbidità con Disturbi d’Ansia. Secondo i dati delle diverse casistiche il 10%-40% delle donne in corso di gravidanza soffre di Disturbi Depressivi e solo 1 su 4 riceve un trattamento farmacologico.
In uno studio di 9028 donne si evidenziato che la depressione durante la gravidanza (dalla 14° alla 32° sett. di gravidanza) è più comune della depressione postpartum.

Esistono dei Rischi associati al non trattamento della depressione (farmacologico e/o psicoterapico) in corso di gravidanza, e sono:

Scarsa adesione ai controlli ginecologici
Abuso di sostanze e/o alcolici
Alterazioni nello stile di vita
Comportamenti autolesivi
Depressione postpartum
Complicazioni ostetriche:aborti spontanei,travagli precoci,parti prematuri,feti nati morti
Alterazioni dello sviluppo fetale e neonatale:alterazioni nella fisiologia fetale, basso peso alla nascita ridotta crf cranica,ritardo nella crescita neonatale,alterazioni comportamentali a lungo termine.
Il non trattamento può seriamente compromettere:
1) il decorso della gravidanza,del parto e del puerperio.
2)lo sviluppo intrauterino del feto.
3)lo sviluppo del neonato a breve e a lungo termine.

Ma esistono Rischi anche in caso di trattamento con psicofarmaci, che sono:
Aborti spontanei
Teratogenesi (dalla 2° sett.al 3°mese)
Tossicità neonatale
Conseguenze neuoropsicologiche e comportamentali a lungo termine.


In sintesi: Il rischio di teratogenesi conseguente all’uso di: SSRI (dati + consistenti), Venlafaxina, Lamotrigina, Aloperidolo, Diazepam è analogo a quello della popolazione generale.
Rischio aumentato, quindi farmaci non sicuri, per gli stabilizzatori dell'umore, quali Litio, Cabamazepina e Sodio Valproato.
Altri psicofarmaci, i cui dati sono non univoci, preliminari o assenti, non hanno un rischio ancora valutabile; se ne sconsiglia quindi l’utilizzo.


Il tasso di malformazioni congenite nella popolazione generale è del 2-4%. Nello studio del rischio teratogenico degli psicofarmaci sono emerse molte difficoltà nella metodologiadi ricerca e limiti dei Sistemidi Classificazione. Solo 61 su 236 farmaci presenti nei 3 sistemi sono stati considerati nella stessa categoria di rischio.

Anti Depressivi TRICICLICI:
400 casi in letteratura,3 studi prospettici, 10 studi retrospettivi e nessun incremento del rischio di malformazioni maggiori vs.controlli. Accertato è invece il rischio di insorgenza di difetti cardiovascolari infantili sopratutto per la clomipramina.

Antidepressivi inbitori della ricaptazione della serotonina SSRI:
in uno studio di 2800 nati esposti ad SSRI nel 1° trimestre di gravidanza non si è osservato alcun aumento del rischio teratogenico vs. gruppi di controllo senza esposizione al farmaco (2000 Fluoxetina, 350 Citalopram, 200 Paroxetina, 200 Sertralina, 50 Fluvoxamina. Analogo risultato in un altro studio,Californiano (Am J Obstet Gynecol 2003; 188: 812-5).

Anomalie "maggiori" da esposizione ad SSRI in 128 neonati:1.4%.
Basso peso alla nascita e parti prematuri:2.9% e 6.5% delle esposte, 7.6% e 11.6% nella pop.generale.
Basso peso alla nascita con FLX ad alte dosi. (Hendrick et al. 2003).Rischio di teratogenesi per SSRI eVelafaxina = pop.generale. Tasso di aborti spontanei in 270 pz. esposte ad SRRI = donne non esposte.(Drug Safety 2005:28(2):137-152).
Tasso di malformazioni maggiori in 7 studi su 1774 esposti:1.01% (Thomas Reinarson PhD Canada)

BENZODIAZEPINE:Poche informazioni. Su 118 articoli, i dati sull’esposizione del 1°trimestre sono contrastanti,pertanto come regola generale l’uso di qualunque BDZ nei primi 3 mesi di gravidanza dovrebbe essere evitato.


Qualora la psicoterapia risultasse insufficiente oppure non realizzabile, o il caso fosse grave, ecco alcuni principi Generali per la gestione del trattamento farmacologico in gravidanza:
Evitare psicofarmaci di cui non sono disponibili dati
Evitare "prodotti naturali" (Iperico).
Usaredosi minime efficaci e frazionate.
Preferire la monoterapia
Controllare i livelli ematici degli stabilizzatori
Evitare brusche sospensioni del trattamento

ultima modifica dicembre 2008

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