25 settembre 2007

Alessitimia (o alexitimia)

Con questo termine, che letteralmente significa "non avere le parole per le emozioni", si indica generalmente un insieme di deficit della sensibilità emotiva ed emozionale, palesato dall'incapacità di percepire, riconoscere, e soprattutto descrivere verbalmente i propri o gli altrui stati emotivi.

Il termine 'alessitimia' fu coniato da Peter Sifneos all'inizio degli anni '70 per definire un insieme di caratteristiche di personalità evidenziate nei pazienti psicosomatici. Il termine entrò nell'uso comune dopo il 1976, in occasione della XI° Conferenza Europea sulle Ricerche Psicosomatiche.

Secondo MacLean i sintomi fisici dei pazienti 'psicosomatici' ed alessitimici sono dovuti al fatto che le emozioni vengono incanalate direttamente negli organi corporei attraverso le vie neuroendocrine e autonome anzichè essere collegate al neocortex (il "cervello verbale") e trovare espressione nell'uso simbolico delle parole.

Naturalmente vi sono livelli differenti di alexitimia; talora infatti (il più delle volte) l’incapacità a riconoscere ed esprimere le proprie emozioni non è assoluta, ma limitata ad alcuni particolari contenuti, situazioni, emozioni. Attualmente l'alessitimia non è considerata la sola ma certamente una delle molteplici possibili situazioni generali di insorgenza o uno dei fattori di rischio che sembrano accrescere la suscettibilità individuale alle malattie psicosomatiche (vedi).

Probabilmente tuttavia non esiste un'unica spiegazione sulle cause di un fenomeno così complesso. Infatti oltre che da fattori genetici, neurofisiologici e intrapsichici, gli stili di comunicazione sono influenzati da fattori socioculturali, dall'intelligenza e soprattutto dai modelli familiari.

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