18 agosto 2007

Depressione maggiore

Quella che si definisce Depressione maggiore è una forma depressiva caratterizzata dalla presenza quotidiana, per almeno 2 settimane, di umore significativamente depresso, e che è accompagnata da 4 o più dei seguenti sintomi:

1 - disturbi del sonno con insonnia o ipersonnia
2 - scarso appetito e perdita di peso o, al contrario, incremento dell'appetito e del peso corporeo
3 - perdita d'interesse per le attività quotidiane
4 - incapacità di provare piacere (anedonia)
5 - modificazione del desiderio e delle abitudini sessuali
6 - diversa percezione della stima di sé con autosvalutazione e sensi di colpa
7 - mancanza di energia e affaticamento eccessivo
8 - difficoltà di concentrazione
9 - mancanza di volontà, apatia

Nella depressione maggiore compaiono talora anche agitazione oppure rallentamento psicomotorio, nonchè ricorrenti pensieri di morte che possono arrivare fino all'ideazione suicida.

Questa particolare forma di depressione è la forma più grave e invalidante di depressione e compromette sensibilmente la vita sociale e lavorativa di coloro i quali ne soffrono.

Si presenta spesso con un esordio acuto, in genere intorno ai 40 anni, anche se può comparire ad ogni età e colpisce le donne 2 volte più degli uomini. Le più recenti ricerche scientifiche la suggeriscono presumibilmente dovuta ad alterazioni biochimiche cerebrali, in particolar modo a carenza di uno o più dei neurotrasmettitori noradrenalina, dopamina, serotonina. Non si conosce in dettaglio 'il peso' di tali carenze in merito al comparire della sindrome clinica, ovvero non sappiamo se esistono anche altri fattori indispensabili al deteminismo della malattia. E' tuttavia noto da tempo l'assetto psicopatologico premorboso, ovvero le caratteristiche psicologiche individuali che espongono al rischio della depressione.

In molti casi di depressione maggiore esiste una qualche predisposizione familiare.

Si diagnostica il disturbo depressivo come "maggiore" quando si può escludere che i sintomi siano dovuti agli effetti di farmaci, di altre sostanze o ad altre patologie concomitanti (sindrome organica dell'umore, che esclude la diagnosi di "depressione maggiore").
Analogamente, una fase depressiva passeggera (che si definisce depressione reattiva) è giustificata e fisiologica in presenza di un lutto o di un evento particolarmente traumatico, ma si risolve spontaneamente entro un paio di mesi.

Vedi anche il post sulla clinica delle sindromi depressive.

17 agosto 2007

Pubblicazioni in psichiatria e psicoterapia

Disordini alimentari e disturbi etnici: psicopatologia della Bulimia Nervosa, NAM, Milano, 9,6,1994.

Il fenomeno suicidio: aspetti psicopatologici e sociali, Psichiatria e Medicina, Milano, VI, 1, 1992

L'epilessia tra superstizione e scienza: ricerca neurologica e cultura psichiatrica, "Rassegna di studi Psichiatrici" (Siena) 11, 1996

La ragione degli affetti (Controtransfert e amore in psicoterapia), Quaderni italiani di Psichiatria, Milano, XVI, 2, 1997

Arte medica ed alienazione dei suoi significati (l'alienazione del medico), Toscana Medica, Firenze, 5, 1995

Trasformazioni in psicoanalisi, Rassegna di Studi psichiatrici, Siena (4, 1995)
Neurobiologia prenatale del sé, VII' giornata di facoltà, Università di Siena, 1995 (Atti)
La materia del sé, VII' giornata di facoltà, Università di Siena, 1995 (Atti)

Luoghi comuni della ragione e dell'affetto in neurobiologia, VIII Giornata di facoltà, Università di Siena, Siena, Atti, 1997.

Espressività psicopatologica e creatività artistica, La Bussola, 2, 1995

Clinica, psicopatologia e terapia della bulimia nervosa, Toscana Medica, Firenze
Psichiatria intermedia, La Bussola, IV, 1, 1996

La psicoanalisi tra pulsioni e relazioni d'oggetto, Rassegna di Studi Psichiatrici, IV, 1994 Siena.

Sabina Spielrein e l'istinto di morte, Rassegna Studi Psichiatrici, II, 95, Siena
Casi clinici in psichiatria: nosografia e psicopatologia, Accademia dei fisiocritici di Siena, XV, XIV, 1995

Casi clinici in psichiatria: la follia a due , Accademia dei fisiocritici di Siena, XV, XIV, 1995

Casi clinici in psichiatria: la diagnosi come progetto terapeutico, Accademia dei fisiocritici di Siena. XV, XlV, 1995

Arte, scienza ed alienazione del medico, La Bussola, 111, 1, 1995.

Modelli di nascita in psicoanalisi: Freud e il 'narcisismo primario`, Accademia dei Fisiocritici, Siena

Modelli di nascita in psicoanalisi: il paradiso perduto di Rank, Accademia dei Fisiocritici, Siena

Modelli di nascita in psicoanalisi: Jung e la psicologia dell'individuazione, Accademia dei Fisiocritici, Siena

La bulimia nervosa, patologia in netto aumento, ESI Stampa Medica, 6, 1995, Milano.

Correlati psichici della malattia uremica, in: IV Corso di aggiornamento in tecniche nefrologiche e dialitiche, Atti del congresso nazionale, Wichtig editore, Milano.

Urgenze psichiatriche in Chirurgia, Giornata di facoltà, Università di Siena.

Evoluzione del concetto di Epilessia: da "Morbo Sacro" a malattia neurologica" , Giornata di facoltà, Università di Siena. (Atti)

Biofeedback, disturbi d'ansia e cefalea, Atti del convegno nazionale della Società italiana per lo studio delle cefalee

Approccio terapeutico non farmacologico al problema delle cefalee, Atti del convegno nazionale della Società italiana per lo studio delle cefalee

Arte medica ed alienazione dei suoi significati (l'alienazione del medico), Toscana Medica, Firenze, 5, 1995.

Fluoxetina nel trattamento della tricotillomania, VIII Giornata di facoltà, Università di Siena, Siena, Atti, 1997.

BUlimia nervosa e disturbi etnici, VIII Giornata di facoltà, Università di Siena, Siena, Atti, 1997.

Fattori di rischio ed aspetti clinici del suicidio, Esi Stampa medica, 12, 1995, Milano

La clinica: momento di verifica della conoscenza psicopatologica, Atti del VI' congresso nazinale della società di psicologia medica, Milano, 1996

Clozapina, efficacia terapeutica, VII' giornata di facoltà, Università di Siena, 1995 (Atti).

Clozapina, casistica personale, VII' giornata di facoltà. Università di Siena, 1995 (Atti).

Prospettive sul concetto del sé: psicoanalisi e neuroscienze, Rassegna di Studi Psichiatrici, Siena (3, 1995).

Medical art and alienation, XV World congress of Social Psychiatry, Roma 1-5 Settembre 1995. (Atti)

On the stage of body: an hìstoriographic and poetic elaboration, XV World congress of Social Psychiatry, Roma, 1-5 Settembre 1995 (Atti).

The use of graphic expression in understanding psychotic state, XV World congress of Social Psychiatry, Roma, 1-5 Settembre 1995 (Atti).

Specificità della diagnosi psichiatrica, Accademia dei Fisiocritici di Siena, XV, XIV, 1995
Bulimia Nervosa, aspetti psicopatologici ed etnici, (Atti del Convegno).

Funzione e disfunzioni sessuali nell'anziano sano e nel paziente affetto da Morbo di Parkinson", Milano, Gerontechnology, 15-17.10.1994. (Abstract, atti del convegno).

Ruolo terapeutico e rischio psicopatologico nei familiari di pazienti affetti da Malattia di Alzheimer, Milano, Gerontechnology, 15-17.10.1994. (Abstract atti del convegno).

Fattori di rischio suicidarlo nella popolazione anziana, Milano, Gerontechnology, 15-17.10.1994. (Abstract atti del convegno)

Farmaci antidepressivi e prevenzione del suicidio

L’Agenzia Italiana del Farmaco, il 9 luglio 2007, pubblica sulla Gazzetta Ufficiale 163 del 16 luglio 2007, ed impone la modifica dei foglietti illustrativi degli antidepressivi a causa dell’aumento del rischio di comportamento suicidario nelle fasi iniziali della terapia e nei pazienti di età inferiore ai 25 anni.

La depressione, come è noto, e' associata ad aumentato rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (suicidio/eventi correlati).
Tale rischio persiste fino a che si verifichi una remissione significativa.
Poiche' possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane di trattamento o in quelle immediatamente successive, i pazienti devono essere attentamente controllati fino ad avvenuto miglioramento.

E' esperienza clinica generale che il rischio di suicidio puo' aumentare nelle prime fasi del miglioramento, laddove l'inibizione 'motoria' inizia a risolversi mentre l'ideazione depressiva risulta ancora invariata. (leggi anche il post sulla valutazione del rischio di suicidio)

Altre patologie psichiatriche per le quali un antidepressivo e' prescritto possono anche essere associate ad un aumentato rischio di comportamento suicidario. Inoltre, queste patologie possono essere associate al disturbo depressivo maggiore. Quando si trattano pazienti con disturbi depressivi maggiori si devono, pertanto, osservare le stesse precauzioni seguite durante il trattamento di pazienti con altre patologie psichiatriche.

A proposito dei Disturbi depressivi vedi anche i seguenti post: Aspetti clinici delle depressioni, Depressione maggiore, Distimia, curare la depressione con la psicoterapia, Depressione: farmaci o psicoterapia?

In tema, anche se l'argomento è diverso:
L’International Association for Suicide Prevention (IASP), da poco tempo rappresentata anche in Italia, è un’organizzazione non-profit che si rivolge a coloro sono interessati a lavorare nella prevenzione del suicidio.
I membri appartengono a varie categorie (clinici, ricercatori, lavoratori nei centri di crisi, volontari e persone che hanno perso un membro della famiglia a causa del suicidio) comunità, organizzazioni nazionali ed internazionali. La IASP è affiliata all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

I principali obietti della IASP sono:
– fornire un terreno comune per tutte le figure che operano nella prevenzione del suicidio;
– permettere di acquisire esperienza in questa area nei diversi paesi, sopratutto attraverso lo scambio della letteratura;
– promuovere la fondazione di organizzazioni nazionali per la prevenzione del suicidio;
– facilitare la divulgazione dei fondamenti riguardanti la prevenzione del suicidio a gruppi di professionisti e alla popolazione;
– organizzare training specialistici a persone selezionate nell’area della prevenzione del suicidio in centri chiave di addestramento;
– condurre programmi di ricerca, specialmente quelli che possono essere condotti con cooperazioni internazionali.

Il referente italiano della IASP è
il Dott. Maurizio Pompili,
Dipartimento di Psichiatria, Ospedale Sant’Andrea
Via di Grottarossa, 1035
00189 Roma

16 agosto 2007

Aspetti clinici della depressione

Quella che comunemente si definisce depressione è in realtà una sindrome caratterizzata da evidenze cliniche diverse, e che riporta presumibilmente a patologie di diversa natura.

La malinconia o depressione endogena o maggiore (la definizione che segue è stata formulata da Freud):
" Profondo e doloroso scoramento, un venir meno all'interesse per il mondo esterno, perdita delle capacità di amare, inibizione di fronte a qualsiasi attività, avvilimento del sentimento di sé che si esprime in autorimprovero o autoingiurie e culmina in un grandioso senso di colpa con l'attesa delirante di una punizione."

Depressione reattiva (la definizione seguente è di Breuler):
"attenuatasi la dolorosa disperazione sulla propria disgrazia, riasciugate le lacrime, quando il peggio sembra superato, lo sventurato si ritrova come impietrito, non ha più gli interessi di prima, niente più lo può rallegrare e avvincere, i familiari gli sono indifferenti la vita ha perduto ogni attrazione, le percezioni hanno perso rilievo e plasticità."

Depressione cronica
Permangono con minor gravità i sintomi della fase depressiva acuta, in particolar modo il ritiro sociale, l'apatia, la scontentezza, il pessimismo. Il paziente non riesce a superare la perdita dell'oggetto (ovvero la fase del lutto), che continua a cercare ed a rimpiangere, rimproverando di continuo le persone con le quali entra in relazione, di non essere all'altezza dell'oggetto perduto o non raggiunto.

Nella Depressione mascherata
Prevale il disturbo somatico sui sintomi psichici, e l'alterazione del tono dell'umore può non essere evidente. Nelle patologie depressive sono sempre, variamente, presenti sintomi 'fisici' che però nella depressione mascherata assumono particolare rilievo tanto da essere preminenti sul piano clinico.

la Depressione senile è caratterizzata invece dal fatto che
possono essere presenti inquinamenti paranoidei, ipocondria marcata, a volte confusione. Alcuni quadri devono essere differenziati dalla demenza senile e spesso, specie nelle fasi inziali della malattia, può essere particolarmente difficile la diagnosi differenziale tra depressione senile ed iniziale deterioramento cognitivo senile (vedi il relativo post).

Infine, rammentiamo la Depressione organica, che è quella particolare forma di depressione secondaria all'assunzione di alcuni farmaci (ad esempio roserpina) di allucinogeni o ad alcune patologie (malattie infettive, calcinoma del pancreas, ipotiroidismo).

Naturalmente, per la depressione così come per le altre patologie di natura mentale, fondamentale rammentare quello che viene definito 'il primato della diagnosi', ovvero la necessità di distinguere correttamente la natura del disturbo depressivo al fine di impostare le più idonee modalità di cura della depressione.

dr. francesco giubbolini, siena

15 agosto 2007

Un tempo perduto


Esiste un tempo lontano
fuori del ricordo, muto e non databile,
di cui non parlano narrazioni
né manuali di storia,
un tempo perduto che a volte
il sogno riesce a ritrovare.


Mauro Mancia, Il sogno e la sua storia

11 agosto 2007

Anoressia

Di per sè, l'anoressia è la perdita totale o parziale dell'appetito; è un sintomo che rinvia o a una malattia organica o a una malattia psicogena connessa a disturbi dell'affettività.

Nell'ambito delle anoressie ha un particolare rilievo l'anoressia mentale o nervosa che è uno stato patologico che insorge prevalentemente in giovani donne per conflitti di tipo emotivo, i più comuni dei quali riguardano l'accettazione del proprio ruolo femmi­nile, e per conflitti psicologici maturati all'interno del nucleo familiare e in particolare - in genere - con la figura della madre (vedi anche il post sull' anoressia maschile).

A parte il rifiuto ad alimentarsi é l'ap­parente totale mancanza di preoccupazione per il vistoso dimagrimento, il comportamento appare vi­vace e normale, anche se l'estrema debolezza può portare a condizioni anche mortali.

Tre sono i segni che consen­tono di distinguere un'anoressia mentale dalle altre forme di anoressia:

1) il disturbo dell'immagine cor­porea di proporzioni deliranti da cui dipende anche l'assenza di preoccupazione per stadi anche gravis­simi di emaciazione;
2) il disturbo della percezione e cognizione degli stimoli provenienti dal corpo, da cui dipendono, ad esempio, l'iperattività, nono­stante l'evidente esaurimento di energia e l'eccessiva persistenza delle posture corporee estremamente di­sagevoli, come se il corpo non ne soffrisse;
3) il senso paralizzante di impotenza cui si collega il ter­rore di perdere il controllo sui propri istinti orali ed essere travolti dall'impulso incontrollato a mangiare (vedi l'articolo sulla BULIMIA).

Dal punto di vista psicodinamico M. Selvini Pa­lazzoli scrive che «il cibo non è per le anoressiche affatto negativo come cosa in sé, [...] ma è amabile, desiderabile, interessante, importante, continua­mente presente allo spirito. [...] È l'atto di cibarsi che è divenuto pericoloso e angoscioso. Nessuna azione, neppure un delitto, assume per l'anoressica un significato di auto-degradazione e sconfitta quanto il satollarsi»
All'origine di un comportamento anoressico c'è «una madre ag­gressivamente iperprotettiva e impervia, incapace di concepire la figlia come una persona nel suo proprio diritto. Non di rado è la coppia parentale, nella sua complementarità patologica o l'intero gruppo fami­liare sabotatore dei bisogni di base dell'Io dell'ano­ressica. [...] Quando la pubertà del corpo femminile espone la giovinetta ad un'esperienza brusca e trau­matizzante, il proprio corpo infantile deve essere di­sinvestito dalla libido narcisistica al fine di ri-inve­stire narcisisticamente il corpo nuovo, ma questo passaggio non riesce perché la paziente non è in grado di sentire il corpo adulto che va assumendo come suo, perché troppo simile al corpo della madre da cui l'lo vuole ad ogni costo distinguersi. [...] Si struttura così una difesa dell'Io dominata dal rinne­gamento del corpo e del cibo-corpo per identificarsi ad un'imago corporea ideale, desessualizzata e acar­nale»

L'anoressia mentale va distinta dalle anoressie reattive che possono insorgere in ogni età in rap­porto a un trauma emotivo umiliante e deludente, ­dalle anoressie croniche che iniziano nella prima in­fanzia e migliorano solo transitoriamente nell'adole­scenza persistendo per tutta la vita con numero­si disturbi ipocondriaci; dai dimagrimenti per difficoltà meccanico funzionali ad alimentarsi quali disfagie, fobie, spasmi esofagei e vomiti incoercibili. dai rifiuti del cibo di origine malinconica o schizo­frenica, e infine dalle anoressie di origine endocrina.

(leggi anche il post sulla terapia dell'anoressia)

10 agosto 2007

Consulenze psichiatriche

PSICHIATRIA DI CONSULENZA E COLLEGAMENTO

Uno degli scopi primari della psichiatria di consulenza e consulto consiste nel fornire un approccio alternativo e integrato con quello medico-clinico di fronte ad una patologia organica.


In particolare il servizio clinico consta di tre momen­ti: consulenza, liaison, psicoterapia.

CONSULENZA
Si distinguono tre diversi tipi di consultazioni psichiatriche praticate nel set­ting medico:

A) la consulenza orientata al paziente.

Consiste nel contatto diretto con il paziente sul quale viene focalizzato l'intervento. È il tipo di consulenza più spesso praticata e si articola in quattro fasi:

1. accoglimento della richiesta di visitare un paziente;
2. riunione informativa che comprende un'intervista dalla quale è possi­bile ipotizzare una diagnosi di malattia;
3. comunicazione dei risultati finali della consulenza;
4. follow-up del paziente durante la sua ospedalizzazione.

B) la consulenza orientata al consulente.

In questo tipo di consulenza il paziente non viene visitato in quanto l'attenzione è focalizzata principal­mente su un particolare problema diagnostico-teapeutico sottolineato dal consulente.

C) la consulenza orientata alla situazione.

È focalizzata sull'interazione tra il paziente e i membri del team clinico.

LIAISON

La parola "liaison" assume in questo contesto uno specifico significato che implica contatti regolari e in parte informali tra il consulente e lo staff clini­co. Durante questi incontri vengono considerati non solo i disturbi del paziente, ma anche gli eventuali problemi insorti tra il paziente stesso e l'é­quipe medica.

PSICOTERAPIA

L'intervento terapeutico messo in atto dal consulente psichiatrico consiste nella maggior parte dei casi in un intervento di crisi o di psicoterapia breve. Considerando una malattia come tale, la sua insorgenza acuta o una ospeda­zzazione prolungata, è immediato rilevare come questi eventi possano esse­re fortemente stressogeni e possano portare alla luce disturbi o conflitti laten­ti che lo psichiatra può rilevare. Infatti una patologia organica non solo inci­de sullo stato fisico, ma esercita notevole influenza anche sulla psiche. Lo stress emozionale che ne consegue ha un impatto rilevante sull'aumento iella domanda di assistenza medica, psichiatrica e di supporto sociale.

1 agosto 2007

possibilità e realtà


Io abito nella Possibilità -
Una Casa più bella della Prosa -
Più ricca di Finestre -
Superiore - quanto a Porte -

Con Camere come Cedri -
Inespugnabili dall'Occhio -
E per Tetto Perenne
Le Volte del Cielo -

Come Ospiti - i più belli -
Quanto all'Occupazione - Questa -
L'ampio dispiegarsi di esigue Mani
Per raccogliere il Paradiso -

ci rivediamo a settembre
f.