27 luglio 2007

L'ansia come sintomo

In psichiatria si è soliti usare il termine ansia per denotare uno stato affettivo per così dire puro. Di tutti i disturbi mentali, i disturbi d'ansia (in passato definiti come nevrosi d'ansia) sono probabilmente i più comuni. Nella valutazione di pazienti affetti da ansia, i clinici devono ancora distinguere fra tipi normali e patologici di ansia.

Dal punto di vista pratico, l'ansia patologica si differenzia da quella normale attraverso l'accertamento, da parte dei soggetti, delle loro famiglie, degli amici e del medico, della reale presenza di un'ansia patologica. Tali valutazioni si basano sulle condizioni interne riferite dai pazienti, sui loro comportamenti e sulle loro capacità di funzionare. Un individuo con ansia patologica richiede una valutazione neuropsichiatrica completa e un piano di trattamento specificatamente individualizzato. Il medico deve essere consapevole del fatto che l'ansia può essere una componente di molte condizioni mediche e di altri disturbi mentali, soprattutto disturbi depressivi.

Poiché comunuqe evidentemente è a vantaggio di ciascuno rispondere con ansia in certe situazioni minacciose, si può parlare di ansia normale in contrasto con un'ansia anormale o patologica. L'ansia si accompagna infatti normalmente alla crescita, al cambiamento, all'esperienza di qualcosa di nuovo e di mai provato, alla ricerca della propria identità e scopo nella vita. Al contrario l'ansia patologica è una risposta inappropriata a un determinato stimolo in virtù o della sua intensità o della sua durata.

Quando è patologica l'ansia è conside­rata, dal punto di vista psichiatrico, come un sin­tomo e non come una malattia a sé, pertanto può essere presente in qualsiasi malattia psichiatrica o organica, spesso come segno prodromico.

La sensazione di ansia (anche relativamente a quella che si definisce ansia normale) viene avvertita praticamente da ogni essere umano. La sensazione è caratterizzata da un senso diffuso, spiacevole e vago di apprensione, spesso accompagnato da sintomi autonomici come cefalea, sudorazione, palpitazioni, costrizione toracica e blando mal di stomaco. Una persona ansiosa può anche sentirsi irrequieta, come indica l'incapacità a stare seduta o in piedi ferma per un certo tempo. La particolare costellazione di sintomi presenti durante l'ansia tende a variare da individuo a individuo.

I disturbi d'ansia invece (l'ansia patologica) costituiscono uno dei gruppi più comuni dei disturbi psichiatrici. Si può affermare che un individuo su quattro soddisfa i criteri diagnostici per almeno un disturbo d'ansia; Le donne presentano una probabilità maggiore di avere un disturbo d'ansia rispetto agli uomini. In am­bito psichiatrico si è soliti distinguere quella che si definisce nevrosi d'ansia, un quadro psicopato­logico di base che può talora recedere spontaneamente o evolvere in quadri più strutturati come la nevrosi fobica, l'ipocondria, la depressione, o arricchirsi di disturbi psicosomatici.

I soggetti affetti da disturbo d'ansia vivono in una condizione penosa di incertezza, di di­pendenza dagli altri, dominati da un bisogno conti­nuo di rassicurazioni con tratti di prepotenza dovuti agli aspetti immaturi della loro personalità. L'evolvere della nevrosi d'ansia dipende spesso da fattori esterni il cui carattere favorevole o sfavore­vole condiziona decorso e gravità del quadro clinico.

Il riscontro di un significativo disturbo d'ansia suggerisce la necessità di un accertamento pspecialistico volto a definire le caratteristiche e le cause del disturbo ansioso; preliminare dunque a qualsivoglia intervento di cura è la necessità di una accurata diagnosi (vedi il post sulla diagnosi differenziale dei disturbi d'ansia).

ultima modifica 13 agosto 2008

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