10 luglio 2007

Depressione: psicoterapia e psicofarmaci

Da numerosi anni è noto e generalmente riconosciuto, a proposito della cura della depressione, che la psicoterapia risulta essere nettamente superiore ai farmaci.


Il 58% dei pazienti trattati solo con psicoterapia mostra un risultato positivo, contro il 46% di quelli trattati solo con farmaci, e la percentuale dei successi sale al 64% se la psicoterapia è combinata a farmaci. E' questo ultimo aspetto, quello relativo alla terapia combinata farmaci - psicoterapia, che è utile sottolineare.

Un approccio integrato, che prevede l'associazione di psicoterapia e farmacoterapia, è oggi infatti sempre più diffuso nella pratica psichiatrica, mentre si accumulano i dati che indicano come per molte condizioni il trattamento combinato risulti più efficace di ciascuna delle due modalità terapeutiche usate singolarmente (Gabbard, 2001). Entrambi i tipi di trattamento influenzano il funzionamento del cervello, e in questo senso sono entrambi da considerarsi come trattamenti "biologici".

Sotto questo punto di vista, un intervento terapeutico che consideri come esclusivo l'approccio farmacologico è da considerare sempre inadeguato; viceversa presumibilmente in una notevole percentuali di casi di qulle variegate condizioni che si definiscono genericamente come 'depressione' il trattamento psicoterapico può essere considerato il trattamento di prima scelta. (vedi la pagina sulla psicoterapia dinamica della depressione)

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La maggiore efficacia di un trattamento integrato rispetto a una terapia soltanto farmacologíca è confermata anche dai dati riportati da uno studio randomizzato successivo condotto in Svizzera nel 2002, che ha diviso 74 pazienti ambulatoriali con depressione maggiore in due gruppi di trattamento: clomipramina o clomípramína più psicoterapia psicodinamica per un periodo di dieci settimane. Oltre al farmaco i pazienti del primo gruppo ricevevano un'assistenza supportiva paragonabile, a livello quantitativo, agli interventi di psicoterapia strutturata ricevuti dai soggetti appartenenti al secondo gruppo. Lo studio ha trovato che dopo dieci settimane entrambi i tipi di trattamento avevano effetti positivi; il trattamento combinato era però associato a tassi di insuccesso terapeutico e di ospedalízzazione inferiori, e risultava più efficace in termini di miglioramento dell'adattamento lavorativo e del funzionamento globale.

Vedi anche: Fava, G. A., "La ricerca in psicoterapia: storia, principali gruppi di lavoro, stato attuale degli studi sul risultato e sul processo". Rivista Sperimentale di Freniatria, 1996, CXX, 2: 182-238.

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