24 maggio 2007

Nessun atto violento


"...L'assenza di inganno e mistificazione e' gia' terapeutica ed e' comunque la base su cui progressivamente ridurre, fino ad eliminare, i casi in cui non si e' in grado di fornire una risposta vera...

...se il lavoro 'interno' e' stato svolto correttamente, nessun atto sara'... violento."

3 commenti:

marina ha detto...

Può darsi ... ma non basterebbe per dire poi quanto di "violento" sarebbe potuto essere e non è stato, quanto nelle possibilità umane non esista l'indifferenza e il veleno che è propria di possibilità "non umane", ed esista il dolore, la paura, la fragilità e poi il desiderio, l'interesse, gli affetti....l'investimento sessuale ... trasformazione del non essere all'essere che fa emergere l'immagine .... e così "...quello che un giorno hai deciso di fare nella tua vita di sicuro ha contribuito a cambiare la mia" potrebbe suonare, in questo preciso caso, come "quello che un giorno hai deciso di essere-esprimere di sicuro ha contribuito a cambiare la mia vita, perché ho sperato-realizzato che un giorno anch'io sarei stato in grado di essere-esprimere me stesso, uguale a te in quel mio decidere di essere-esprimere, diverso da te nella mia particolare specificità umana".
Desiderio, interesse, affetti che .... mi permettano di saper accogliere l'investimento sessuale dell'altro trasformandolo in una comprensione, da inconscia a consapevole, che fa avere all'altro quell'orgasmo-spasmo del cuore per cui il suo volto non è nero ma rosso, appunto come il mio cuore e non è più narcisismo è sessualità .... e mi viene in mente che quando le relazioni spariscono, emergono le immagini e quando le immagini si sfocano emergono le relazioni o ancora meglio: quando ci si mette in gioco le immagini si sfocano per lasciare spazio alle relazioni e quando le relazioni vengono meno, o c'è quell'attimo di solitudine "necessaria", emerge l'immagine, ed è questo che in un continuo alternarsi fa il vissuto che renderà poi comprensione delle relazioni e delle immagini, per poter un giorno arrivare a poter dimenticare, il brutto e il bello, senza più paura di rimuovere, e lottare per riuscire a trasformare quel brutto in bello, ogni volta ...
Ed emerge così che "violento" o "brutto" sarebbe potuto essere costringere quell'immagine sfumata dei due corpi abbracciati sulla curva, nella parola "coppia" anzichè rapporto uomo-donna: vita di relazioni, affettività e sessualità nel rapporto umano uomo-donna

Marina Mori

claudio ha detto...

...proprio così: quel disegno poteva essere l'immagine che si formava alle parole ascoltate nei molti rapporti che realizzavano la traccia mnesica di una situazione precedente: la vitalità voglio dire.
Evidente allora la cecità di non aver realizzato mai l'immagine di rapporto che silenziosa ha fatto la violenza di legarlo ad una parola -coppia...che brutta parola davvero! - che non può assolutamente cercare la realizzazione dell'dentità della libertà di un pensare (ad) altro.
Le figure dei due volti di ragazzi negano e nascondono l'impotenza alla realizzazione dell'immagine senza figura manifesta e alla fine quei volti piattamente fotografati sono 'brutti'.
Allora forse l'atto violento c'è....e come!
Basta saperlo vedere.

anna ha detto...

L'immagine sfumata di due corpi lascia spazio al movimento, alla crescita, alla possibilità di scopririci ogni giorno diversi.
Inganno è non riuscire a sfumare l'immagine dell'altro, chiuderla nel recinto di lineamenti definiti che riducono il rapporto a un noi senza possibilità di "tu" ed "io".
Anna