18 maggio 2007

Alba


Saranno state le cinque e mezzo, ho visto spuntare il sole che è andato a bucare la nebbia.
Ho visto le rose all'inizio dei filari delle viti.
Mi è venuto in mente di quella che doveva essere, all'alba, la natura di ogni uomo: Bellezza e Sostanza.

E riporto le parole di un collega psichiatra, che non conosco, che parla della sessualità e dell'affettività del bambino:
"..."...Il bambino, in tenera età, è tutto inconscio, non conosce bugia e la seduzione perché non ha ancora ben strutturato la coscienza, né sviluppato la sessualità: ha un’ottima memoria, percettivo e sensibile è pieno di fiducia verso l’adulto... è innegabile la sanità di fondo del bambino... fantasia, sensibilità, vitalità e fiducia totale nell’altro, sono le qualità del bambino... senz’altro, il bambino autentico e sincero, si fida dell’adulto, non pensa che possa fargli del male."

9 commenti:

anna ha detto...

Cerco la mia alba e trovo in te bellezza e sostanza...
manca in me la fiducia
... vorrei dirti chi sono ma ho paura di perderti di nuovo
Anna

Anonymous ha detto...

Non ricordo di essere stata bambina.
Ho rimosso ogni tassello di memoria della mia infanzia e a volte,quando cerco di guardare indietro, non riesco a vedere niente,nulla che possa farmi pensare di essere stata una bambina felice. Erano già tutti impegnati a capire il perchè di certi miei malesseri e a costruire una bella e confortevole campana di vetro dentro cui custodirmi. Ma lì dentro l'aria che si respira è sempre la stessa, tanto da diventare stantìa, irrespirabile...tanto da far crescere sempre più in me la paura degli Altri, del mondo esterno, della Vita.
Non ricordo i baci e le carezze, eppure ci saranno stati..forse,già così piccola,cominciavo a capire che baci e carezze a volte non bastano. Forse mi sarebbe bastato vivere, un pò di più, con la spensieratezza tipica di quell'età.
L'amore può divenire una morsa opprimente.
Marianna.

Anonymous ha detto...

Nella memoria io ho impresso la tua di sincerita, e la fiducia che hai avuto per me, per noi, senza sapere chi ero. Questi modi di essere verso gli altri non si perdono, neppure se siamo feriti.Dici di non avere piu' fiducia, di non essere piu' capace di lasciarti andare. Io ti ricordo, io ho l'immagine di te, di come sei, di come sei stata con me. Io so che sei ancora cosi,lascia passare un po di tempo, lascio passare un po di tempo,quanto vuoi.
Quando vorrai io ci sono,
Luca.

Anonymous ha detto...

... il tempo passa e l'alba diventa tramonto
Anna

Anonymous ha detto...

fino a dove arrivano i miei ricordi di bambino ci sono solo immagini di tristezza,paura,disprezzo,molto spesso botte e cattiveria.
Non ricordo un abbraccio,un bacio,un gesto di affetto vero
Forse ci sono anche immagini buone,ma non le ho mai ricordate in nessuna fase della mia vita tanto meno adesso.
Mi ricordo che mi portarono a fare quell'esame con tutti gli elettrodi in testa perche' ero troppo vivace,troppo poco controllabile...
Lasciarsi andare non so piu' cosa significa o forse,a questo punto, non l'ho mai saputo veramente..
La fiducia verso gli altri forse di fondo c'e',ma scompare rapidamente come la nebbia nelle mattine d'estate,penso che non persista per la mancanza di fiducia in me stesso
Paura del futuro tanta,per me,per le mie figlie,per l'inibizione che mi coglie,per i momenti di vertigine che durano da tanto tempo e che ancora non si sciolgono.
Come ricucire tutti questi strappi per ri-tornare a vivere la vita?a ri-vedere nel mondo esterno un valore piuttosto che un pericolo?per poter insegnare tutto questo alle mie figlie che ne hanno sacrosanto diritto?
Alessandro

claudio ha detto...

...con calma, con molta calma l'immagine di nascita ripropone il suono della voce che volesse leggere all'altra notizie dell'alba
...fragoroso il passaggio dal sogno alla coscienza nel prato che circonda una consistenza di relazione che non cede mai al compromesso di diventare figura e sussurra l'idea di minuscoli infiniti fili d'erba.
Mi inchino e accarezzo il verde all'altezza del terreno : ed è come quando gioco con la nipotina di pochi anni che non è sorpresa d'essere io alla sua altezza e mi accetta volentieri, seppure con una sua dignità di principessa non viziata.
Sedotto dichiaro che s'è sognato un mio 'amore': oh si! la motocicletta che mi porto/porta sempre via...
Ora torno all'idea del volto che appassiona sempre la mente ed è sconosciuto ma si può legarcisi parecchio e farlo adatto alle parole.
Poi accetto di confondermi e lascio ad Anna il movimento del pensiero che mi cerca appena nato e mi fa improvvisamente ascoltare suoni silenziosi: bellezza ... sostanza Come due ragazzini in un prato, due caparbi giovanissimi innamorati che insieme gridano più forte del rumore, o cantano forse sapienti una breve canzoncina che ora si traccia sullo schermo: possibilità di realizzazione umana.

Anonymous ha detto...

Che dire Alessandro, io non sono tanto brava con le parole, spesso mi incarto,e leggo commenti cosi' belli qui che a volte mi rammarico un po' di non saper esprimere cosi bene le emozioni che provo, o forse è solo ritrosia e poca voglia di condividere, sopratutto cose non belle che anche a me succedono. Mi è rimasto tanto impresso di te il post che facesti tempo fa sul tuo viaggio credo in barca e la foto che credo sia ancora qui fra i post vecchi. Forse non c'entra granché ma tutte le volte che leggo i tuoi post come quest'ultimo mi ritorna in mente.Sicuramente sono due cose che non c'entrano niente e poi io non sono assolutamente in grado di dirlo, è solo un pensiero che mi viene sempre in mente: io non ne avrei mai avuta la forza, tu l'hai fatto, qualcosa vorra' dire.
Tante persone ci deludono, tante non ci amano come si vorrebbe, ma credo che non dipenda neppure da noi ma dalla loro paura di amare.
Sono sicura che la forza di riaffrontare la vita la ritrovi, come hai avuto la "forza " o la voglia di fare quel viaggio. Cerca gli sguardi di affetto nelle persone che ti stanno intorno, anche in quelle che infondo non conosci granché, e rimani aggrappato a quelli.
Con affetto anche senza conoscerci.
Claudia.

Anonymous ha detto...

Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese. Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare.
Quando il bambino era bambino, non sapeva d'essere un bambino. Per lui tutto aveva un'anima, e tutte le anime erano tutt'uno.
Quando il bambino era bambino, su niente aveva un'opinione.
Non aveva abitudini. Sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via.
Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo
Quando il bambino era bambino, era l'epoca di queste domande:
Perché io sono io, e perché non sei tu? Perché sono qui, e perché non sono lí? Quando é cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio?
La vita sotto il sole, é forse solo un sogno? Non é solo l'apparenza di un mondo davanti a un mondo, quello che vedo, sento e odoro?
C'é veramente il male? E' gente veramente cattiva?
Come puó essere che io, che sono io, non c'ero prima di diventare? E che un giorno io, che sono io, non saró piú quello che sono?
Quando il bambino era bambino, per nutrirsi gli bastavano pane e mela, ed é ancora cosí.
Quando il bambino era bambino, le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere. Ed é ancora cosí. Le noci fresche gli raspavano la lingua, ed é ancora cosí.
A ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora piú alta, e in ogni cittá, sentiva nostalgia di una cittá ancora piú grande. E questo, é ancora cosí. Sulla cima di un albero, prendeva le ciliegie tutto euforico, com'é ancora oggi.
Aveva timore davanti ad ogni estraneo, e continua ad averne. Aspettava la prima neve, e continua ad aspettarla.
Quando il bambino era bambino, lanciava contro l'albero un bastone, come fosse una lancia.
E ancora continua a vibrare.
"Lied Vom Kindsein" — Peter Handke.

Anonymous ha detto...

quando ho letto il tuo post,claudia,una forte emozione mi ha colto immprovvisamente e le lacrime sono uscite di "pancia".
sono fragile,probabilmente sperso.. "pescare" un gesto di affetto cosi inaspettato mi ha colpito al di la delle parole,al di la di tutto.
Durante il viaggio avevo tenuto un diario che avevo completamente dimenticato,poi il ricordo e' riaffiorato insieme alle immagini di quei momenti interiori
Mi hai donato un'emozione intensa,la percezione(anche se molto flebile) di una possibilita' al di fuori di cio' che sta accadendo.
grazie di cuore
Alessandro