30 marzo 2007

Richieste d'amore


...Allora, in ogni richiesta di analisi è presente,
più o meno esplicita, più o meno consapevole,
sempre e comunque una richiesta d’amore,
sia che attenga a quella che si ritiene essere la propria incapacità d’amare
sia che attenga invece ad una ipotetica impossibilità d’essere amati.

6 commenti:

Anonymous ha detto...

esiste l'incapacità di amare?

Anonymous ha detto...

si.

Anonymous ha detto...

Saro' un po' troppo ottimista in questo periodo, chissa' poi perche', pero' non credo che esista' l'incapacita' di amare.Mi è capitato in passato di pensarlo, ma poi guardando e ascoltando i miei figli ogni giorno ho capito che non si nasce incapaci di amare, anzi il contrario da bambini si ama incondizionatamente, si ama con l'anima pulita. Poi è strada facendo che ci mettiamo addosso regole, strutture, paure di esporci, e tutto questo fa si che non siamo piu' capaci di capire se amiamo o no, non ci lasciamo piu' andare all'amore, non ci facciamo piu' vedere indifesi e sopratutto non MOSTRIAMO PIU' L'AMORE.Bello se questo percorso ci facesse tornare un po "bambini" senza resistenze e difese.E'un po' come spogliarci di abiti magari carini, alla moda ma terribilmente stretti e rivestirci con abiti comodi che ci fanno sentire piu' liberi.Claudia.

Valentina ha detto...

Una donna sogna un paio di scarpe lucide nere ..io non le ho mai sognate. Io non le ho mai portate e nessun uomo le ha mai sognate ai miei piedi. Qualcosa di negato.Dentro di me nonostante cioe'esiste. Figura maschile vacillante .Il terreno su cui ho camminato e cammino e' duro , a volte arido.La forza non si puo' sostituire alla sessualita'. Rivendico la mia parte femminile negata ,ho diritto anch'io a quelle scarpe.

Anonymous ha detto...

Non è facile saper amare,fino in fondo, in maniera assoluta..almeno, io credo di non esserne capace. Non riesco mai a darmi completamente a qualcuno, tendo sempre a ritrarmi un pò..soprattutto quando il tempo passa, i rapporti si fanno più intensi, e le decisioni da prendere sono più importanti. E' allora che comincio ad andare in tilt, e mi rendo conto di non appartenere completamente a quella persona. Solo nella fase dell'innamoramento ho creduto di essere un tutt'uno con l'altro, ma quando il rapporto, quello vero, quello vissuto giorno per giorno, comincia a delinearsi e farsi strada il mio egoismo ha preso il sopravvento..è come se avessi piazzato dei paletti intorno a me, come se tendessi a delineare il mio spazio. Forse è vero che sto meglio da sola..per lo meno non faccio soffrire nessuno.
Mari.

Anonymous ha detto...

Quando si pensa di non poter essere amati subentra la paura dell'abbandono, uno stato ansioso che impedisce di vivere la propria capacità di amare.
L'assenza dell'analista diventa veramente frustrante
Anna