31 marzo 2007

Relazioni


...la prima, generica considerazione, riguarda il fatto che, perché vi possa essere un rapporto d’amore (o di analisi) è necessario che almeno un componente la coppia – analitica e non – sia capace, disponibile, in grado di amare.

Altrimenti, non può esservi né relazione d’amore né relazione d’analisi.

Altrimenti, siamo nella situazione in cui alla indifferenza del paziente corrisponde l’analoga indifferenza dell’analista il quale tuttavia se indifferente non può essere analista ( può averne, al più, il ruolo, l’apparenza).

Sino ad arrivare a quell’apparente paradosso che fa sì che l’affetto (magari malato, ma pur sempre affetto) del paziente si scontri con la “sana indifferenza” dell’analista: ma forse, più che sana, dovremmo dire la “normale” indifferenza dell’analista...

4 commenti:

Anonymous ha detto...

Vorrei tanto poter amare!... ma vorrei soprattutto riuscire ad amare me stesso! Non sono contento di come sono. Certe volte mi domando se ne sarò mai in grado dato che spesso non riesco ad amare nemmeno me stesso. Non sono soddisfatto di quello che sono... certe volte riesco a focalizzare i miei limiti ma spesso non riesco a trovare la forza o la voglia di superarli... Razionalmente so che questa mia pigrizia è nociva ma non riesco a sentirlo e non riesco di conseguenza a reagire.
Daniele

Anonymous ha detto...

Non ho mai sentito indifferenza da parte dell'analista. Al contrario ho sempre sentito l'interesse e l'affetto che per me erano indispensabili specie nel periodo in cui il resto era un deserto. Se non ci fossero state queste sensazioni forse non sarei stata in grado di continuare questo percorso..........Sono d'accordo anche io che solo i bambini sono in grado di amare incondizionatamente di esporsi e di mettere a nudo le loro debolezze. In certi momenti riesco a liberare la mente da tutti i vincoli e a dimostrare quello che sento.. E' una bella sensazione e di questo devo ringraziare solo una persona che mi ha fatto intuire una prospettiva diversa rispetto a quella che avevo sempre visto....
Con Affetto,
Claudia

Anonymous ha detto...

lo scorso martedi' ho sentito forte l'importanza di condividere sogni,di espormi e che la via che sto seguendo e' giusta.
Ho scritto che la via e' dura e scivolosa, ma penso che sia proprio questo che non riesco ad accettare fino in fondo....e le gocce nel mare sono ancora tali.
Passa un giorno ed il sentire velocemente scompare lasciando il posto alla "sordita'",la speranza che sbiadisce, il lavoro di terapia che non riesco a rendere duraturo mentre i giorni e le ore passano con la mente bloccata e l'inibizione che riprende subito terreno.
Quello che non riesco a tenere in vista e' credere nelle mie possibilita', nell'autostima che di conseguenza lasciano il posto al buio ed al pensiero ossessivo di non riuscire ad andare avanti.
Forse a fregarmi sono la fretta,il bisogno di certezze,l'idea di cio' che pensavo la mia vita fosse al di la di quello che si sta rivelando essere,ma c’e’ qualcosaltro che non so definire e che mi sfugge, che non riesco nemmeno ad intuire: perche' tutto e' talmente pervasivo fino ad immobilizzarmi totalmente?
In questa analisi non ho mai sentito indifferenza, anzi ho avuto affetto e tanto,come per esempio(ma ce ne sono tanti altri) sotto Natale, cose vere che mi hanno fatto stare in piedi mentre tutto intorno era un gran casino.
Allora perche’ questo affetto non diventa un punto fisso dal quale ritrovare speranza e forza?e’ cosi forte la mia incapacita’ di amare?
Alessandro

Valentina ha detto...

Ieri ho ricevuto in regalo un gioiello .Una bellissima collana con un ciondolo nero con una rosa dei venti in argento . Non e' bellissimo ?
E'questa immagine.