28 marzo 2007

Gocce nel mare



In una settimana ci sono , se non sbaglio, 168 ore. Di queste, solo una (possono essere anche due o tre, comunque una minima parte) solo una – dicevo – è l’ora di analisi.
Rimangono 167 ore durante le quali si possono fare 167 (migliaia a dire il vero) annullamenti, come cancellare un’immagine da una lavagna.

Ora, accade che quell’ora di analisi possa occupare un gran numero (di ore) sia prima che dopo.
L’ora di analisi cioè si dilata e diviene costante, nel corso di innumerevoli ore sia prima che dopo.
Diventa, ed è giusto che sia così, l’ora più importante, l’elemento trainante di tutte quelle altre ore che – strutturalmente parlando – di analisi non sono.
E’ come se uno riuscisse a portarsi dietro l’immagine (dell’altro, dell’analista, dell’analisi).

Diversamente, l’ora di analisi rischia di essere una goccia nel mare.

grazie a chi, evidentemente, è memoria ed affetto, tanto da trattenere immagini così lontane nel tempo.

1 commento:

Anonymous ha detto...

L'ora di analisi diventa il mare in cui le altre ore si uniscono come tante gocce, diventa un fulcro intorno a cui ruotano il mettersi in gioco, le proprie emozioni, i propri disagi, la propria affettività.
L'analista sentito come un catalizzatore delle tue trasformazioni, ti rimane dentro, ti accompagna anche nelle altre ore.
Ciao Francesco, io non faccio parte del gruppo ma ti ringrazio per questo spazio che sento come un luogo tranquillo dove ci si può esprimere senza paura di giudizi
Anna T.