24 febbraio 2007

Intelligenza e sensibilità, l'interpretazione

Anonimo ha detto...
"Al momento poi, in cui un soggetto, per aver realizzato le proprie possibilità libidiche, teme l'invidia altrui, essa è onnipotente cioè ha il potere di negare la sua realizzazione. Allora il soggetto previene l'attacco invidioso cambiando egli stesso la propria situazione e si degrada (degrada la propria libido). Si rende diverso per non essere negato dall'invidia altrui. Cioè preferisce regredire, scindere la affettività dal vedere, diventare lui invidioso piuttosto che subire l'invidia."
"Gli occhi guardano mettendo la morte, la non vita"
"Il togliere la vita e il mettere la morte è quindi un dire a se stesso e agli altri una bugia. Dire e pensare l'opposto di quello che è."
"Superbia, stupidità e ignoranza sono strettamente connesse all'invidia."

2 commenti:

Giacomo ha detto...

Mi viene da pensare che dipenda davvero dagli occhi coi quali si guardano magari anche le stesse cose. Come il protagonista di quel film di Spike Lee che esordisce con un:<<........fanculo a lavavetri,Sik e Pakistani che........>> e sul finire rivede con un misto di sana invidia e nostalgia quella meravigliosa "possibilità umana" che a volte crediamo di non essere (o non essere stati) capaci di cogliere.
<<.........no, in culo a te Montomery Brogan, avevi tutto e l'hai buttato via brutto testa di cazzo!>>
A volte mi verrebbe di dire lo stesso di me ............coglione!

Anonymous ha detto...

"Noi non cesseremo l'esplorazione e la fine di tutto il nostro esplorare sarà giungere laddove siamo partiti e conoscere quel punto per la prima volta"
Thomas Elliot
citato nel film "Una canzone per Bobby Long"